Per il momento il terzo polo formato da Italia Viva e Azione esiste soltanto nei sondaggi. E a livello nazionale è accreditato di una forza pari a oltre il 10%. Uno scenario che potrebbe rivelarsi molto appetibile per Matteo Renzi e Carlo Calenda in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, non a caso i due leader stanno riflettendo sul da farsi. Anche perché il tempo per eventuali accordi inizia già a stringere.
In Calabria ancora non si registrano movimenti in tale direzione, anche se non sono certo da escludere. I dirigenti regionali dei rispettivi partiti attendono eventuali indicazioni da parte dei vertici romani e al momento portano avanti le loro politiche che, pure, potrebbero avere diversi punti d’incontro: dall’agenda Draghi alla lotta al populismo e al sovranismo.
Il senatore Ernesto Magorno, coordinatore regionale di Italia Viva, ricorda che «la proposta del terzo polo è stata lanciata da noi già da diverso tempo»; e auspica che a livello nazionale si stia lavorando alla creazione di una tale forza politica in grado di competere con i blocchi di centrodestra e centrosinistra. A suo avviso questa realtà politica sarebbe «utile al Paese, al Mezzogiorno e soprattutto alla nostra regione». Sul versante di Azione, il segretario regionale Fabio Scionti descrive uno scenario per certi versi simile, con un partito pronto, intanto, per andare avanti anche da solo, salvo eventuali cambi di direzione appunto sul fronte di un patto con i renziani.

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