In rete ancora si trova qualche traccia di avvisi per la progettazione e realizzazione dell’impianto fotovoltaico “presso la costruenda Cittadella regionale”. Ma tutto finisce lì. Del fotovoltaico nella mega-struttura a Germaneto di Catanzaro non v’è traccia. Eppure l’edificio è stato inaugurato pochi anni fa, era il 2016, e nelle aspettative di tutti sarebbe dovuto essere all’avanguardia non solo nell’aspetto ma anche nei contenuti tecnologici. Soprattutto sotto il profilo energetico. Correva addirittura il 2011 quando l’allora assessore regionale ai Lavori pubblici Giuseppe Gentile indicava proprio nel fotovoltaico l’energia alternativa che avrebbe alimentato il complesso della Cittadella, sottolineando l’atto di indirizzo che la Giunta Scopelliti aveva adottato affidando al dipartimento Lavori pubblici l’avvio delle procedure per l’individuazione della migliore tecnologia disponibile. Le enormi superfici esterne, circa 190mila metri quadrati, sarebbero state la superficie ottimale sulla quale installare i pannelli. Addirittura Gentile commentava con soddisfazione che sarebbero stati compensati i consumi di energia elettrica o termica recuperando, addirittura, un flusso economico in entrata nelle casse energia facendo leva sul “conto energia”. E la trionfale nota della Regione citava l’obiettivo di rispettare i protocolli di Kyoto, Montreal e Goteborg.

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