“Non ci stancheremo di tenere i riflettori accesi sulla questione del precariato calabrese, una piaga che va risolta in sinergia tra tutti i soggetti coinvolti: Regione, Enti e Sindacato. E su questo tutti devono fare la loro parte, come I tanti lavoratori e lavoratrici che mantengono quotidianamente i servizi nelle nostre comunità”.

E’ questa la posizione espressa da Nidil-Cgil, Felsa-Cisl e UilTemp-Uil, che stanno incontrando i lavoratori delle Leggi Regionali 15-31-40 in diverse assemblee su tutto il territorio regionale dove si trovano quegli enti locali che da molti anni ospitano e usufruiscono dei benefici del lavoro di centinaia di lavoratori calabresi.

Sin dall’inizio della legislatura, le richieste del sindacato confederale miravano ad affrontare e superare le necessità di sicurezza economica espressa dagli Enti, e con la proficua interlocuzione con l’Assessore al Lavoro Princi e gli uffici regionali, la nuova formulazione normativa in tema di contributo finanziario alle stabilizzazioni consentirà la certezza dei finanziamenti sino a quiescenza dei lavoratori, senza quindi pesare sulle casse degli Enti e sulla spesa del personale.

Nelle scorse settimane Nidil – Felsa e UilTemp, avevano tenuto diversi incontri con gli Enti utilizzatori (in particolare con il Comune di Acri, il Parco del Pollino, il Comune di San Giovanni in Fiore) per affrontare anche le criticità normative e gli spazi nelle dotazioni organiche prevedendo, anche laddove i limiti assunzionali diventano troppo stringenti, una serie di azioni alternative da mettere in campo, così come hanno fatto le stesse Organizzazioni Sindacali con proposte precise già avanzate nei mesi scorsi.

“Quel dialogo costruttivo con gli Enti – rincarano i tre sindacalisti- non deve rimanere lettera morta, ma deve essere portato avanti più determinati di prima, anche alla luce delle prossime manifestazioni di interesse che la Regione pubblicherà per dare la possibilità ai diversi Enti di contrattualizzare questo personale ai fini della stabilizzazione e porre fine così ad una vicenda durata troppo a lungo”

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