Sarebbero a rischio i 10 milioni di euro per la realizzazione di 70 alloggi a Bucaletto, rione alla periferia di Potenza. A lanciare l’allarme, in una nota congiunta sono i consiglieri regionali di Italia Viva, Luca Braia e Mario Polese, Partito Democratico, Marcello Pittella e Roberto Cifarelli, del M5S, Gianni Perrino, Gianni Leggieri e Carmela Carlucci, e di Prospettive Lucane, Carlo Trerotola. Di seguito il comunicato stampa

“Quando le lotte interne portano alla perdita di finanziamenti e a non poter dare adeguate risposte ai cittadini, vuol dire che è arrivato il momento di mettere la parola fine a questo miserevole teatrino. E’ il caso della vicenda dei 70 alloggi di edilizia residenziale pubblica a Bucaletto che vede una irrealistica disputa tra Ater Potenza, Comune di Potenza e Regione Basilicata. La Lega, con l’Assessore alle Infrastrutture Merra e il Sindaco di Potenza Guarente, vogliono espropriare del suo ruolo e dalla sua mission istituzionale l’Ater della Provincia di Potenza esautorandola dal compito di realizzare ben 70 alloggi popolari e 10 locali a Bucaletto, mettendo a rischio finanziamenti FESR e POC Regionali pari a 7 milioni di euro da utilizzare entro il 31/12/2023, frutto di una convenzione firmata nell’aprile 2019. Si creano inoltre anche le condizioni per aprire contenziosi e restituire i 3 milioni di euro del cofinanziamento Ater ad oggi esistente. Tali risorse non potrebbero essere utilizzate per alloggi che non rientrano nel proprio patrimonio.”

Questa la sintesi di quanto emerso in audizione, in terza commissione da parte dell’amministratore unico dell’Ater di Potenza, Vincenzo De Paolis, sull’attuale situazione del quartiere Bucaletto illustrando una relazione che lo stesso ha inviato a tutti i consiglieri regionali. De Paolis descrive in dettaglio l’imbarazzante stato di attuazione di un progetto che avrebbe dovuto contribuire a mettere definitivamente la parola fine all’insediamento post terremoto del 1980. Invece 42 anni dopo la sua costruzione, ancora oggi rappresenta una ferita dolorosa, simbolo di un momento tragico attraversato dalla nostra comunità.

Sono passati oltre 3 anni dalla firma dell’accordo attuativo “per la costruzione di cinque fabbricati per complessivi 70 alloggi e 10 locali” nel rione Bucaletto, a Potenza. C’era il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi, il sindaco di Potenza Dario De Luca, l’amministratore unico dell’Ater Domenico Esposito il 22 maggio 2019. Per altro l’iniziativa era stata messa in campo nel 2018 dall’allora maggioranza regionale e dal Sindaco Dario De Luca: non solo la Lega attuale non ne può vantare la primogenitura ma, ancora, siamo al nulla di fatto totale. Per agevolare gli interventi, l’allora maggioranza regionale mise anche a disposizione altre risorse per l’autonoma sistemazione dei residenti di Bucaletto che lasciarono le loro case per favorire la costruzione dei nuovi alloggi.

Ritardi incomprensibili legati a problemi progettuali, permessi a costruire non ancora concessi dall’amministrazione di centro destra del Sindaco Guarente a fronte di lievi prescrizioni dell’ufficio geologico regionale, che non hanno trovato fin qui soluzione nelle azioni politiche e amministrative. Parliamo della stesso Comune di Potenza solerte e determinato nel chiedere fondi per ripianare i propri infiniti debiti.
Un Comune che rimane strumentalmente immobile e incapace di trovare soluzioni per utilizzare le risorse esistenti, per far realizzare gli alloggi popolari all’Ater da destinare alle famiglie meno abbienti. Forse la voglia di gestire direttamente l’appalto ha condizionato l’iter autorizzativo. Cercheremo di comprenderlo nelle prossime audizioni del Sindaco Guarente, dell’Assessore Merra e del Direttore Generale per la programmazione Alfonso Morvillo, che abbiamo formalmente richiesto al presidente della terza commissione Quarto.

Dovranno spiegare come intendono procedere con l’attuazione di quanto scritto nel verbale firmato qualche settimana fa che di fatto espropria l’Ater della Provincia di Potenza del compito che invece è stato affidato con convenzione e, soprattutto, considerato che lo spostamento della stazione appaltante dall’Ater al Comune non risolve per magia i problemi alla base dei ritardi fin qui accumulati, come intendono salvare il finanziamento attualmente a disposizione e come intendono rimpinguarlo, posto che lo stesso, visto il lungo tempo trascorso e l’aumento dei prezzi, non è nuovamente più sufficiente. Insomma, Merra, Guarente e Morvillo dovranno dirci come pensano di salvare o eventualmente sostituire le risorse economiche degli oramai inutilizzabili fondi FESR che sarebbero dovuti esser spesi entro il dicembre 2023. Se, come sembra, vogliono restituire e sostituire i 3 milioni di euro già appostati dall’Ater come cofinanziamento oltre che per le spese di progettazione e degli oneri versati. E siamo curiosi di conoscere a quanto ammonta la cifra che si dovrà ancora reperire per continuare a pagare le cittadine e i cittadini che hanno lasciato gli alloggi dal momento che dovevano essere abbattuti e ricostruiti, le cui locazioni continuano ad essere a carico della Regione Basilicata.”