Sono migliaia i tirocinanti calabresi della Pubblica Amministrazione, precari senza un contratto di lavoro regolare da anni in attesa di risposte; ex percettori di mobilità in deroga, a seguito dell’accordo quadro del 2016 della Regione Calabria – di concerto con i sindacati confederali, – sono stati indirizzati a questo tipo di attività che, nonostante riguardi mansioni equivalenti a quelle delle ordinarie categorie di dipendenti pubblici, non permette a questi lavoratori di godere della stessa stabilità contrattuale, degli stessi diritti e della stessa retribuzione di tutti dipendenti pubblici.

Una volta interrotta la corresponsione della mobilità, la Regione Calabria aveva assicurato che i fondi destinati alle politiche passive sarebbero stati investiti nelle politiche attive (i tirocini) al fine di poter reinserire i soggetti nel mondo del lavoro; nel 2016, a seguito delle intese raggiunte dalla Regione Calabria con le Corti di Appello e Procure Generali della Calabria, la Magistratura Amministrativa e contabile e istituzioni assimilate, con il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo per la Calabria e infine con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, veniva avviato un contingente complessivo di 2227 disoccupati ex percettori di mobilità in deroga in percorsi di formazione e di qualifica in grado di offrire maggiori opportunità lavorative, di durata annuale a cui sarebbero seguiti ulteriori percorsi di perfezionamento presso gli uffici dei relativi ministeri, dislocati in territorio regionale.

In attuazione della D.G.R. n. 366 del 18 ottobre 2013 avente ad oggetto l’atto di indirizzo per la definizione di linee d’intervento a favore dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga “Politiche attive e passive”, con la quale veniva approvato un Piano operativo per coniugare gli interventi di sostegno al reddito con le azioni di politica attiva in favore dei lavoratori percettori in deroga, un contingente di circa 4000 tirocinanti veniva avviato in ulteriori tirocini di formazione da svolgere nell’ambito degli Enti Locali.

La circolare inviata il 19/10/2020, a firma dal Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche Sociali della Regione Calabria agli enti ospitanti pubblici e privati e ai centri per l’impiego lascia i lavoratori senza alcun sostegno economico, il che è inaccettabile e poco rispettoso della dignità dei tirocinanti calabresi.

Si chiamano “tirocini di inclusione sociale”, il personale in questione è stato formato oltre misura, continua a svolgere il suo lavoro, senza mai avere ottenuto un vero contratto. I tirocinanti oggi sono più di quattromila in tutta la regione e lavorano – come denunciano – “in nero per lo Stato.

Sono impiegati in Enti pubblici come comuni, province, asl, ospedali. Le mansioni sono le più svariate: dall’operaio, all’addetto al verde pubblico, al carpentiere, idraulico ed anche impiegati nei settori amministrativi dei vari Enti.

I tirocinanti, sono ormai inseriti nei contesti lavorativi delle strutture alle quali sono stati assegnati e offrono un concreto contributo al funzionamento degli uffici e nell’erogazione di servizi, anche grazie alle varie competenze acquisite nei numerosi anni di lavoro. Ma nessuno sembra accorgersene. Tanto che la loro precarietà si ripercuote anche sulle famiglie che rischiano di essere estromesse dal circuito lavorativo dopo anni di sacrifici.

I comuni, purtroppo, senza un intervento da parte della politica, hanno le mani legate, non possono assumere del personale, anche perché non hanno le risorse adeguate.

Pertanto, in attesa che arrivino i fondi previsti dal Pnrr, MERITOCRAZIA ITALIA CALABRIA ha intenzione di attivarsi affinché venga data priorità ad un incontro tra l’Anci, il governo regionale della Calabria, i rappresentanti sindacali e una delegazione dei tirocinanti, al fine di trovare una soluzione al più presto nell’interesse della categoria tutta. La proroga dei tirocini di inclusione sociale, ratificata lo scorso ottobre, ha durata di 12 mesi e la scadenza è prevista per fine anno.

Pertanto, MERITOCRAZIA ITALIA CALABRIA, in persona della Coordinatrice Regionale Luana Tassone, si affianca alle problematiche di inclusione lavorativa dei suddetti tirocinanti e si mette a disposizione affinché si organizzi un incontro presso il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto assieme ai soggetti sopra richiamati, al fine di proporre soluzioni e/o cercare di capire quali siano i problemi che non permettono di affrontare il tema e di arrivare ad una risoluzione dello stesso.

La priorità di MERITOCRAZIA ITALIA CALABRIA è quella di programmare prima che si concluda il tempo a disposizione e accendere i riflettori sulle problematiche di migliaia di famiglie che ancora oggi, dopo diversi anni, vivono il dramma della precarietà a causa della quale non hanno l’aspettativa di un futuro stabile e sereno!

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