L’accordo siglato fra Regione Basilicata, Eni e Shell genera disuguaglianze e mortifica le imprese. Il Governo Bardi scopiazza – parzialmente e male – una proposta molto più ampia del PD.

Raffaele La Regina

Questo accordo fa parti uguali tra diseguali, in perfetto stile destra populista. Più consumi e più risparmi, senza tener conto delle disuguaglianze sociali che vengono in questo modo acuite. Una famiglia con un reddito minimo non avrà i benefici di chi ha possibilità maggiori. Forse un confronto sarebbe stato utile, Presidente Bardi, con la minoranza, gli amministratori, le parti sociali e le organizzazioni datoriali.

Nessun sostegno alle imprese. Si butta la palla in tribuna richiamando a responsabilità nazionali, si predica tanto su Stellantis e poi non si mettono le grandi aziende del territorio nelle condizioni di poter godere di ecosistemi industriali vantaggiosi. Un accordo che prevede solo una parte del gas prodotto e non nella sua interezza.

Avremmo preferito, Presidente, che copiasse per intera la proposta del PD. Si pensi alla quota sugli extraprofitti delle multinazionali energetiche, la quota IRES che spetta alla Basilicata, una strategia di lungo raggio sulle Comunità Energetiche.

È così che si generano condizioni favorevoli per famiglie e imprese, è così che si contrasta lo spopolamento e si guarda ai grandi obiettivi della transizione. Non con il populismo e la demagogia.