Un centrodestra che sembra avere le idee già piuttosto chiare e un centrosinistra, in particolare il Pd, che per il momento pare giocare ancora in difesa. Da un lato, dunque, una coalizione che già sa chi sono i propri alleati, dall’altra un’area dove alleanze e convergenze saltano all’ultimo minuto oppure destano mal di pancia. La Calabria si muove dunque nel solco delle indicazioni romane, dalle quali arriva in casa centrodestra una prima possibile suddivisione dei collegi uninominali (sette) che sembra grossomodo confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi assegnandone tre a Forza Italia, due a Fratelli d’Italia e due alla Lega; resterebbero tagliate fuori le forze centriste come Noi con l’Italia, Udc e Italia al Centro.
In casa centrosinistra intanto si attende l’esito definitivo del possibile accordo nazionale tra Renzi e Calenda, che avrebbe a cascata effetti anche in Calabria su Italia Viva e Azione. Ma nel frattempo è tra i dem che ancora si registrano delle fibrillazioni sia sulla possibilità che vengano candidate figure esterne alla Calabria, sia sul fronte degli effetti derivanti da alcune intese.

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