La notizia fresca di stamattina è che il leghista della prima ora, Massimo Zullino e quello della seconda ora, Giovanni Vizziello, confluiscono in Basilicata Casa Comune. Lo fa sapere il partito di Angelo Chiorazzo con un comunicato stampa.

“Il movimento Basilicata Oltre fondato dai consiglieri regionali Giovanni Vizziello e Massimo Zullino confluisce in Basilicata Casa Comune. Un’unione che è frutto di un percorso nato con la scelta dei due consiglieri regionali di opporsi alle scelte inadeguate e irresponsabili della giunta Bardi e proseguito nel confronto con l’impegno civico che si è animato intorno alla formazione di Angelo Chiorazzo e Lindo Monaco.” E come spiegano la scelta i due prima sostenitori di Bardi e poi oppositori?

“La scelta di Basilicata Casa Comune – spiegano Vizziello e Zullino – rappresenta il logico sbocco per chi ha fatto una scelta moderata e coraggiosa che esalta l’importanza dell’impegno sociale e il bene comune”.

“Ritroviamo nelle scelte fondative di Basilicata Oltre – dicono Chiorazzo e Monaco – la stessa urgenza di superare una situazione insostenibile che è stata alla base dell’impegno dei tanti esponenti civici che hanno scelto di dare vita a Basilicata Casa Comune. E la coincidenza di valori e obiettivi ha portato a una confluenza di cui siamo felici”. Si parla di valori come se fossero noccioline.

In tema di paccottiglia anche nel centro destra non scherzano

A parte gli insoliti ingredienti centristi, Azione e Italia Viva, assisteremo al ritorno di fiamma di altri oppositori di Vito Bardi. Nelle liste ci saranno anche donne e uomini che scalpitano da tempo nelle posizioni di retroguardia: al Comune di Potenza e in qualche partitino. Una certa borghesia delle professioni e dell’aperitivo nei locali a loro parere esclusivi. Vipperia di terza classe a tratti grottesca vocata a scimmiottare i personaggi televisivi. Sono quelli e quelle più pronti al compromesso, all’inciucio, all’apparentamento con chi offre di più. Maestri del trasversalismo cresciuti alla scuola del potere dei padri e padri putativi. Un miscuglio di cinismo e di ipocrisia da bere ogni mattina prima di affrontare la giornata spesa in finzioni, in incontri con amicizie interessate, in calcoli elettorali.

L’anteprima di questi intrecci tra amicizie e politica ce l’ha offerta in questi anni l’amministrazione comunale di Potenza. Il vuoto assoluto, a parte alcune lodevoli iniziative in tema di politiche sociali. Tuttavia a costoro non è mancato l’appoggio di gente più scaltra, che ha usato il seggio in Consiglio per costruire carriere politiche (di potere) future. Ce li ritroveremo nelle liste di Bardi. E ne riparleremo appena quelle liste saranno depositate.

A quanto pare anche il prossimo candidato sindaco della città per il centro destra sarebbe stato deciso a Roma. E chi sarebbe? Sarebbe proprio lui, l’uscente. Leghista della prima ora. É il contentino da riconoscere a Salvini dopo il fallito tentativo di candidare uno dei suoi a presidente della Regione? Staremo a vedere. Intanto, ci auguriamo che la destra scelga un altro candidato, diciamo politicamente più presentabile. A “sinistra” le trattative sono in corso, vedremo.

Una cosa è certa, sono in atto manovre trasversali che riguardano gli apparentamenti di interesse e convenienza tra singoli candidati, e loro sponsor, alle elezioni regionali e le candidature al Comune di Potenza. L’obiettivo è mettere le mani sulla città da parte dei soliti potentati che hanno già le mani dappertutto. Impasteranno all’occorrenza liste civiche da posizionare sia a destra che a sinistra per poi convergere sugli affari. Questa nostra ricostruzione giornalistica apparirà più chiara appena saranno pubblicate le liste.

Anche le indiscrezioni sugli accordi per il futuro assetto in Giunta Regionale in caso di vittoria del centrodestra non ci lasciano tranquilli. Allo stesso modo le indiscrezioni sui patti nel centrosinistra. Vi aggiorneremo.

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