In questa lista – pubblicata dal Fatto Quotidiano – troverete i nomi dei candidati che attualmente sono sotto inchiesta, sotto processo, hanno avuto condanne o hanno patteggiato pene nei tribunali penali o della Corte dei Conti. Noi abbiamo estratto i nomi dei candidati in Basilicata che – secondo il Fatto – sarebbero impresentabili.

“L’avvertenza è d’obbligo: questa non vuole essere una “lista di proscrizione” – scrive il Fatto, e noi condividiamo – e vale il principio costituzionale della presunzione di innocenza, vale a dire che sono tutti innocenti fino a condanna definitiva. Ma per contro vale anche il diritto del cittadino-elettore di essere informato su chi segnerà la propria X in questa tornata elettorale che si annuncia di particolare rilevanza in tempi complicati come questi: conoscere la classe dirigente aiuta a decidere.”

Donatella MerraPlurinominale Camera Basilicata. Assessora regionale alle Infrastrutture, è indagata per peculato – insieme al governatore Vito Bardi e all’assessore alla Sanità Francesco Fanelli – nell’ambito di un’inchiesta, cominciata nel 2020, su presunti favori ricevuti per usufruire di tamponi all’inizio della pandemia.

Pasquale CarielloPlurinominale Camera Basilicata. Capogruppo della Lega in Regione Basilicata. È indagato per abuso d’ufficio aggravato dall’aver agevolato un’organizzazione mafiosa. La vicenda risale al 2018 quando Cariello era consigliere comunale di Scanzano Jonico e riguarda un concerto neomelodico del cantante siciliano Daniele De Martino, durante il quale, sostiene la procura, si sarebbero elogiate le gesta di un clan mafioso radicato nella città. La stessa inchiesta ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Scanzano per infiltrazioni mafiose. È stato anche condannato in via definitiva per “minaccia e lesioni personali (aggravate dall’uso di un bastone)”. I fatti contestati in questo caso risalivano al 2016 e si erano verificati lungo la strada Pisticci-San Basilio, dove Cariello aggredì per futili motivi un uomo che viaggiava a bordo di un’altra auto in compagnia della moglie.

Francesco PiroPlurinominale Senato in Basilicata. Capogruppo di Forza Italia in regione, a giugno gli è stata notificata la proroga delle indagini sul presunto “sistema Basilicata” che coinvolge amministratori e politici lucani. La procura di Potenza ipotizza, a vario titolo, reati che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione elettorale, dalla corruzione alla tentata concussione.

Vito De FilippoCapolista plurinominale Senato Basilicata. È imputato per truffa e peculato per la vicenda dei rimborsi non dovuti della Regione Basilicata. Il processo è in corso a Potenza. Per la stessa vicenda è stato condannato in appello dalla Corte dei conti per il periodo 2009-2010. Assolto, invece, per il periodo dal 2010 e il 2012.

Salvatore CaiataUninominale Camera Basilicata. Si era candidato con i 5 Stelle senza la trafila delle parlamentarie per decisione del candidato premier Luigi Di Maio. In piena campagna elettorale per le politiche 2018 però salta fuori che Salvatore Caiata, imprenditore e presidente del Potenza Calcio, era indagato a Siena con l’ipotesi di autoriciclaggio fin dal 2016, posizione poi archiviata ad agosto 2018. Nel frattempo Caiata era stato effettivamente eletto ma espulso dai grillini e viene accolto dalla Meloni che ne fa il segretario regionale di Fratelli d’Italia in Basilicata. Nel 2018 viene però coinvolto in un’altra indagine, attivata stavolta dalla Gdf di Siena, sugli affari del magnate kazako del petrolio e re dei bar toscani Igor Bidilo. I pm di Siena ipotizzano reati di corruzione e riciclaggio e tra i 12 indagati compare proprio Caiata che a marzo del 2021 rimette il mandato nelle mani della Meloni e resta in Parlamento. Lo scorso maggio gli investigatori hanno chiesto una seconda proroga d’indagine di sei mesi.

Gianni RosaCapolista plurinominale Senato Basilicata. Ex assessore regionale ha ricevuto a metà giugno la notifica della proroga delle indagini preliminari nell’ambito di un’inchiesta, cominciata nel 2020, su presunti favori ricevuti per usufruire di tamponi all’inizio della pandemia. Nell’inchiesta sui “Tamponi ai vip” sono indagati per peculato, tra gli altri, anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi e due assessori in carica, entrambi della Lega.

Luca BraiaUninominale Camera Basilicata. Consigliere regionale in Basilicata. È imputato a Potenza per truffa e peculato per i rimborsi percepiti alla Regione. È tra i 22 consiglieri regionali condannati dalla Corte dei Conti.

Marcello PittellaPlurinominale Senato Basilicata. Consigliere regionale in Basilicata, è imputato per truffa e peculato per rimborsi non dovuti alla Regione. Per la stessa vicenda è stato condannato dalla Corte dei conti in secondo grado. Sotto processo anche per falso ideologico e abuso d’ufficio, per le nomine nella sanità lucana: la procura di Matera ha impugnato l’assoluzione in primo grado del dicembre scorso.

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