Il Corriere del Ticino ha recensito in modo negativo il concerto dal vivo di Sangiovanni al Festival Castle on air al Castelgrande di Bellinzona. Il giornalista ha scritto: “Presentatosi sulla scena con un pesante ritardo accompagnato unicamente da un deejay che faceva suonare i dischi suoi quali cantilenava sopra senza particolare tecnica vocale…”. Al giovane cantante la recensione non è andata giù, si è sentito toccato nel profondo in diverse parti dell’articolo e ha voluto rispondere con un lungo messaggio su Instagram. 

“Il tuo articolo in rima con il mio cognome non fa ridere a nessuno. Mi stava cadendo il palco a causa del vento forte, ho dovuto fermare il concerto per far mettere al service due cavi di acciaio a tenerlo su. Mi si è spento un microfono dal nulla, l’ho cambiato e non arrivava il segnale per cui cantavo senza sentire nulla, ne ho preso un terzo e ho continuato. Per altro non stavo bene fisicamente, ma non voglio usare nulla come scusa. Ho finito il mio concerto e ho provato a dare il meglio di me lo stesso per far vivere una bella serata alle persone che avevano pagato il biglietto, ho portato avanti il mio lavoro al meglio. Al contrario tuo che hai scritto di tutto pur di infangare quello per cui vivo, commentando inoltre scelte artistiche che non c’entrano nulla con quello che è successo. Scrivo tutto ciò per ringraziare le persone che mi hanno difeso e che si sono divertite. Odio il giornalismo non oggettivo quando si parla di articoli informativi. Non dite che il mio live è stato una *erda e basta. Non denigrate la mia arte. Non dite che le mie sono solo canzoncine per adolescenti o per bambini. Ho fatto cantare e ballare piccoli che hanno una vita meno fortunata della nostra e ne vado fiero. Sì, CON LE CANZONCINE, come le chiami tu, o voi. La gente lo capisce e lo riconosce. La gente sa da che parte stare”.