Da donna killer nei ritornelli a protagonista della scena. Rose Villain, dal 2016, come racconta Rockol, l’abbiamo conosciuta grazie a collaborazioni di successo come “Don Medellín” con Salmo, “Chico” con Luché e Guè, “Eva+Eva” con Annalisa, “Piango sulla lambo”, sempre con Gué, e tanti altri. Ma adesso, in quello che lei reputa il momento più giusto, è arrivato il suo primo album solista, quello dell’emancipazione definitiva dal solo ruolo di voce nei feat. Si tratta di “Radio Gotham”, è un disco urban e pop dalle atmosfere dark, che richiama all’immaginario di Batman e a cui hanno preso parte, quasi fossero protagonisti di un film, anche Gué, Tony Effe, Salmo, Elisa, Tedua, Geolier e Carl Brave. Ai microfoni di Radio 105 ci ha raccontato proprio come è nato il singolo con Elisa. 

Donne e rap 

“La donna, in qualsiasi campo, quando le viene dato spazio, è inarrestabile – dice Rose a Rockol – il mondo, in questo momento, sembra concedere più possibilità al genere femminile e questo anche grazie alle nuove generazioni che non si fanno mettere i piedi in testa. Ma è tutto relativamente recente. Anche negli Stati Uniti nelle classifiche si vedono più donne, ma questo avviene da poco. In Italia siamo poche, ma siamo molto valide e c’è dialogo fra generazioni: penso al mio brano con Elisa ( “Monet”, ndr) o a quello di Mara Sattei con Giorgia (“Parentesi”, ndr)”. La definizione di rapper sta stretta? “Io sono una cantante, mi sento più dentro la definizione di artista, però è innegabile che il rap sia uno dei miei linguaggi principali”, conclude.