Il prossimo autunno Renato Zero si esibirà per la prima volta al Circo Massimo della sua Roma per sei concerti. In vista dei suoi prossimi show durante i quali porterà in scena lo spettacolo “Zerosettanta”, il musicista capitolino ha ripercorso la propria storia e, ripensando alla propria carriera, ha anche richiamato alla mente un momento traumatizzante dell’infanzia.

Nel corso di una nuova intervista rilasciata a Sandra Cesarale per il Corriere della Sera, Renato Fiacchini, questo il nome all’anagrafe dell’artista, ha infatti riflettuto su alcune tappe del suo percorso musicale, segnato da brani in cui si scagliava contro conformismo e aborto oppure affrontava il tema della pedofilia, come in “Qualcuno mi renda l’anima”. “La gente mi diceva: perché parli dei pedofili se non ci sono?”, ha sottolineato Renato Zero: “Spesso per scrivere le mie canzoni si accendono le foto della memoria. Un giorno mi trovavo a piazza Augusto Imperatore con la retina per le farfalle e il mio cane. Un signore con la patta sbottonata mi chiese: ‘perché non vieni qui a prendere le farfalline?’ Immagini un bambino che assiste a una cosa del genere… Il Renato adulto porterebbe quel signore al commissariato”.