Si racconta che, la prima volta che Caparezza ha messo piede nello spazio di via Matteotti 7 a Pedaso, paese da 2792 abitanti nelle Marche, con la sua proverbiale simpatia mischiata a uno stato di stupore, abbia detto: “Credo di essere l’unico artista al mondo, ancora vivo e vegeto, ad avere un museo dedicato”. Lo ha raccontato Rockol. Sì, perché il Caparezza Museum, nome che ha anche un tocco esotico e internazionale, non è un’illusione ottica come un miraggio nel deserto o una proiezione onirica della mente di Wes Anderson, ma è un vero e proprio mausoleo laico dedicato al cantautore e rapper di Molfetta. Dentro c’è di tutto: oggetti di scena come una scopa volante o i personaggi di cartapesta tratti dalle grandi scenografie di Capa, magliette introvabili, manifesti, dischi, pupazzi, scalette, biglietti dei tour dei primi anni 2000 e tantissimo altro. A delineare i confini del tempio dedicato a Caparezza e ad esserne allo stesso tempo motore, c’è il sorriso del collezionista e custode del museo: Simone Addazi, che lo cura dal 2018