Domenica 29 gennaio alle 18:00,  presso la Fondazione De Felice – Palazzo Donn’Anna di Napoli, la Pietà de’ Turchini celebra con un concerto la settimana della memoria: sarà il Coro ebraico di Roma “Ha-Kol”, per la prima volta in concerto a Napoli, con la voce solista del soprano Laura Ulloa e il maestro Antonio Cama al pianoforte, a celebrare il ricordo della Shoah per la stagione “Note d’argento” della Pietà de’ Turchini – che riprende in questa occasione le sue attività musicali per il 2023. 
 Un momento di condivisione e intensa partecipazione civile, per restituire – di fianco e oltre agli impegni istituzionali – la dovuta centralità al tema fondamentale della memoria: valore indiscusso e cruciale, da declinare in tutte le forme che l’arte e la cultura permettono e incoraggiano. 
“Siamo particolarmente felici di continuare la nostra tradizione nel proporre alla città un concerto progettato da tempo per la settimana della memoria”, dichiara Federica Castaldo, presidente e direttore artistico della Fondazione Pietà de’ Turchini. “Napoli non dimentica: per questo, grazie alla musica, ricordiamo l’indicibile e la paura che simili orrori si stiano replicando, celebrando il valore della cultura e dell’incontro”, conclude. 
L’ingresso al concerto è libero, ma è consigliata la prenotazione all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Coro Ha-Kol, nato per la conservazione e la diffusione del patrimonio musicale e religioso ebraico, ha fatto suo l’insegnamento di Giacobbe: “Prendete la melodia della terra di Israele” (Gen. 43,11). Fondato nel dicembre del 1993 per iniziativa di alcuni cantori del Tempio Maggiore di Roma e di altri amanti della tradizione musicale ebraica, il coro Ha-Kol ha compiuto 20 anni di attività concertistica e di spettacoli in Italia e all’estero (Israele, Regno Unito, Austria). Di concerto in concerto, il repertorio si è progressivamente arricchito di brani di compositori vissuti dal XVIII fino al XX secolo, accogliendo musiche del mondo ebraico sefardita e ashkenazita, come pure del musical contemporaneo, ispirato ad argomenti di vita ebraica.  
“Il ‘canto del popolo’, i canti dei popoli, avvicinano a Dio, anche quando non sono dichiaratamente religiosi, accomunano uomini di differenti fedi e di differenti provenienze e sono occasione di affratellamento umano” dichiara il direttore Alberto De Sanctis.