L’ennesimo primato negativo, per la Calabria, arriva sul fronte degli scioglimenti per infiltrazioni mafiose. La relazione del ministero dell’Interno sull’attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso è il racconto di un sistema che fa acqua da tutte le parti. I game over disposti nel 2021 per i Consigli comunali sono stati 14, di cui 4 in Calabria, 4 in Sicilia, 2 in Campania e 4 in Puglia. In questa regione è toccato ai comuni di Guardavalle (il cui scioglimento è stato peraltro recentemente annullato dal Consiglio di Stato), Nocera Terinese, Simeri Crichi e Rosarno. Il primato è calabrese anche con riferimento agli enti attualmente commissariati (18 in Calabria, 16 in Sicilia, 8 in Puglia, 6 in Campania, 1 in Basilicata, 1 in Valle d’Aosta).

Le carenze di personale

Uno dei principali problemi riscontrati dai commissari prefettizi è relativo alla carenza di personale nei Comuni. I principali procedimenti amministrativi spesso vengono portati avanti sulle spalle di impiegati di categoria C o, addirittura B e precari. In un tale contesto, diventano più facili i tentativi di infiltrazioni enti locali così “sguarniti”. Il documento messo a punto dal Viminale analizza i tentativi messi in atto da alcune amministrazioni calabresi per risollevare situazioni problematiche. Come a Siderno, dove «le gravi carenze di risorse umane dovute anche ai collocamenti in quiescenza di alcuni dipendenti, tra cui due responsabili di settore, hanno comportato, sin dal primo momento, l’avvio da parte della Commissione Straordinaria di iniziative finalizzate all’implementazione del personale in organico, nei limiti consentiti dalle vigenti disposizioni di legge». Il caso Siderno non è unicum in Calabria.

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