«Bisogna aprire in fretta un tavolo di confronto tra futuro governo e sindacati per pianificare i percorsi di stabilizzazione dei precari tecnici per il Sud, assunti superando un difficile concorso, ottenendo l’idoneità a lavorare nelle pubbliche amministrazioni». È un appello rivolto a tutte le forze politiche quello lanciato dai professionisti vincitori dei concorsi a determinato per la realizzazione dei progetti connessi al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di figure a supporto di diverse altre attività nei vari organismi centrali e periferici della funzione pubblica.

Poco meno di mille quelli impegnati in Calabria e vincitori di un concorso pubblico a tempo determinato. I contratti di molto loro scadranno a dicembre 2023 ed è lì che si concentrano le principali incognite dei protagonisti di una vertenza non senza qualche aspetto controverso. I tecnici per aiutare le amministrazioni centrali nel monitoraggio sull’attuazione del Recovery Fund vengono, infatti, utilizzati per coprire i buchi lasciati da personale cessato e mai sostituito nei vari Enti e sono solo alcune delle tante facce di una pubblica amministrazione portata al collasso da anni di immobilismo e di mancate assunzioni. «Il rischio per il nostro Paese – fanno sapere alcuni di loro che hanno dato vita a un coordinamento made in Calabria – oggi è drammatico. Il Pnrr rischia di non centrare gli obiettivi se i suoi progetti non cadono su amministrazioni stabili nelle fondamenta. Per questo se non si procede in fretta ad assumere stabilmente i lavoratori che servono ad assicurare le attività ordinarie nemmeno gli innesti per i progetti da qui al 2026 vedranno la luce e il Paese perderà le risorse messe a disposizione dall’Europa».

Leggi l’articolo completo sull’edizione cartacea di Gazzetta del Sud – Calabria

© Riproduzione riservata