In questo fine settimana sono ritornate le Giornate FAI di Primavera, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Oltre 700 luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti in 400 città saranno visitabili a contributo libero, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, grazie ai volontari di 350 Delegazioni e Gruppi FAI attivi in tutte le regioni. Siamo stati a Vibo e Palmi in dei luoghi meravigliosi e “inaccessibili: nella città hipponiana nell’ex collegio dei Gesuiti e nella monumentale biblioteca giuridica di Palazzo Ferrari. A Palmi, invece, alla Casa della Cultura Leonida Repaci. Tre luoghi di straordinaria bellezza, intrisi di storia, cultura, arte. Luoghi che, al netto di Palazzo Ferrari a Vibo abitazione privata aperta straordinariamente per l’occasione ai soli iscritti, meriterebbero di essere maggiormente valorizzati da una politica però troppe volte immobile, sorda ed incapace di assumere decisioni.

L’ex collegio dei Gesuiti

Non è la prima volta che la delegazione del Fai di Vibo apre le porte di questo luogo magico al pubblico. Già un paio d’anni fa si erano svolte delle iniziative e la popolazione rimase entusiasta per aver scoperto un luogo bellissimo nel cuore del centro storico vibonese, ma ai più sconosciuto. Da poco tempo lo ha in gestione il Conservatorio “Torrefranca” di Vibo e proprio gli studenti del prestigioso centro diretto dal maestro Vittorino Naso sono i co-protagonisti della “due giorni” di iniziative che il Fai di Vibo ha voluto in qualche modo dedicare e incastonare all’interno di Vibo Capitale Italiana del Libro 2021. Le stanze dell’ex collegio dei Gesuiti adibite a tema per celebrare questo evento: un’installazione artistica di Giancarlo Di Fede che rappresenta una novità assoluta, poi la prima stanza dedicata al mondo delle fiabe e ai più piccoli, poi la musica con alcuni musicisti del conservatorio. Nella terza stanza ecco un libro per viaggiare con libri originali antichi e testimonianze dei viaggiatori del tour sette-ottocentesco con le raffigurazioni della città di Vibo. Sono stati selezionati alcuni dei libri storici più importanti in originale. Poi un’altra stanza dedicata ai personaggi storici di Vibo: l’archeologo Vito Capialbi, il patriota Michele Morelli, il poeta Vincenzo Ammirà, il pittore Paparo e la marchesa Gagliardi che rappresenta una figura non solo della nobiltà, ma anche di quella cosiddetta nobiltà generosa che si rivolgeva ai cosiddetti umili del tempo. L’ultimo stanza è un libro in versi dove vengono presentati due poei contemporanei, uno in lingua e uno in vernacolo che reciteranno delle poesie selezionate dalla delegazione Fai Vibo.

La biblioteca giuridica di Palazzo Ferrari

Centinaia di libri, di volumi antichi e prestigiosi fanno da cornice alla biblioteca giuridica di Palazzo Ferrari. Un’abitazione privata nel cuore del centro di Vibo di proprietà della famiglia Ferrari. Uno studio legale che poi si è trasformato in abitazione dove vive tutt’ora la signora Rodotà (parente diretta del compianto prof. Stefano Rodotà). Una biblioteca in cui risalgono libri dell’epoca dell’unità d’Italia e che ha rappresentato un vero e proprio fiore all’occhiello della cultura giuridica del meridione (la più importante biblioteca del Sud da Napoli in giù). Uno scrigno prezioso di storia e cultura aperto solo per gli iscritti del Fai.

La Casa della Cultura Leonida Repaci

Immersa sulla collina, tra il Monte Sant’Elia e la costa viola con lo sguardo proiettato sullo Stretto di Messina, la Casa della Cultura Leonida Repaci di Palmi è stata per la prima volta in assoluta aperta come luogo del Fai da visitare grazie all’iniziativa messa in campo dal capo delegazione Fai di Reggio Calabria, Rocco Gangemi. Intitolata allo scrittore Leonida Repaci, è stata inaugurata nel 1984 ed è sede del più grande ed importante Museo Etnografico della Calabria. Inoltre, negli ampi spazi della sede di via Felice Battaglia è possibile visitare la pinacoteca con opere di pregio e decine di quadri esposti di pittori molto noti come Modigliani, De Chirico, Sironi, Boccioni, Guttuso. E ancora, la grande biblioteca “Domenico Topa” con oltre centomila volumi, il Museo della Musica, “Francesco Cilea” e la Gipsoteca “Michele Guerrisi”. Al piano interrato, infine, ecco l’Antiquarium “Nicola De Rosa” che espone importanti reperti archeologici. Tra questi il notevole busto marmoreo dell’imperatore Adriano databile tra il 117 e il 138 d.C. ritrovato nel 1891 in contrada Scinà. Un patrimonio, dunque, ricchissimo, ma che è aperto solamente dal lunedì al venerdì (il fine settimana è chiuso). Uno dei tanti esempi di gestione non oculata a livello territoriale e regionale dell’immenso patrimonio artistico-culturale che la Calabria possiede, ma che non valorizza in alcun modo.

Dell’importanza delle Giornate del Fai, che quest’anno sono anche dedicate con particolare attenzione al tema della guerra in Ucraina, ne abbiamo parlato con Teresa Saeli (Fai Vibo), Daniela Rotino (assessore alla Cultura Comune di Vibo), Luca Siciliano (Fai Giovani Calabria), Anna Crupi (docente), Bianca Ferrari, Rocco Gangemi (Fai Reggio Calabria) e Wladimiro Maisano (assessore alla Cultura Comune di Palmi).

Le Giornate FAI quest’anno compiono “trenta primavere”: dal 1993 a oggi, 14.090 luoghi di storia, arte e natura aperti in tutta Italia, visitati da oltre 11.600.000 di cittadini, grazie a 145.500 volontari e 330.000 studenti “Apprendisti Ciceroni”. Un traguardo esaltante, che tuttavia non potrà essere solo una festa. Nel pieno di una guerra che segna tragicamente la storia europea, non è il momento di festeggiare, né di invitare gli italiani a distrarsi nel puro godimento delle meraviglie del nostro Paese, ma piuttosto a concentrarsi sul significato e sul ruolo del patrimonio culturale che riflette la nostra identità, testimonia la nostra storia e rinsalda i valori del vivere civile

© Riproduzione riservata