Nicolò Passalacqua resta in carcere. Il Tribunale del riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione (o, in subordine, della concessione degli arresti domiciliari, anche con braccialetto elettronico) avanzata dai legali del 22enne accusato del tentato omicidio di Davide Ferrerio, il 20enne di Bologna aggredito e ridotto in fin di vita la sera dell’11 agosto scorso a Crotone. La Seconda sezione penale del Tribunale di Catanzaro (presidente Arianna Roccia, giudice relatore Sara Mazzotta, giudice Roberta Cafiero) ha ritenuto di non accogliere la richiesta degli avvocati Giovanni Ettore Sipoli del Foro di Crotone e Salvatore Iannone del Foro di Catanzaro: secondo i suoi legali «la dinamica dei fatti sarebbe tale da poter contestare a Passalacqua il reato di lesioni gravi o gravissime, anziché quello di tentato omicidio»; né sussisterebbero esigenze cautelari a suo carico. In sostanza Nicolò Passalacqua non avrebbe avuto l’intenzione di uccidere Davide Ferrerio, né avrebbe ragioni per ripetere un reato analogo.

Di parere diverso il Tribunale della libertà. Troppo grave la condotta del 22enne nativo di Colleferro, troppo «plateale e gratuita la violenza esercitata nei confronti della vittima», prima inseguita lungo via Vittorio Veneto e poi colpita in punti vitali. A conferma che quello di Davide Ferrerio sia da ritenere un tentato omicidio, per come originariamente contestato dal pm Pasquale Festa, il Riesame pone una serie di elementi.

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