Il sipario sprofonda su un’ultima settimana incredibile in Calabria con numeri che non s’erano mai visti prima nelle estati covid. Nei primi 7 giorni di luglio la Regione ha riportato 17.189 nuovi casi con una incidenza cumulativa di 931,86 positivi per 100mila abitanti. Numeri che non tornano con il tracciamento che ormai non esiste più. Molti positivi asintomatici o paucisintomatici potrebbero essersi fermati all’autodiagnosi con tampone fai-da-te per evitare di restare ingabbiati nei protocolli di prevenzione isolamenti-quarantene. Dunque, è probabile che in circolazione ci siano interi plotoni di positivi che continuano a diffondere il contagio.

Del resto, la sottostima dei casi è certificata dal dato impressionante del tasso di positività registrato ieri: 44,56%, il secondo in Italia, alle spalle delle Marche (45,38%). Mai così in alto era arrivato il rapporto tra contagi e tamponi lavorati in Calabria.
Ma ciò che impensierisce di più all’interno dei quotidiani bollettini è l’occupazione dei servizi assistenziali. La resilienza delle aree mediche, in particolare, torna a vacillare con l’aumento di 9 pazienti nelle ultime 24 ore. L’indice di saturazione è al 26,35%, sempre più vicina alla seconda soglia di rischio che in Italia è stata superata solo dall’Umbria. La Calabria è balzata al secondo posto, scavalcando la Sicilia.

Primi timori anche nelle terapie intensive dove ieri si sono registrati due pazienti in più (a Reggio) e con un tasso di occupazione al 5,29% che, per adesso, è ancora lontana dal primo limite di saturazione ma che costituisce il secondo valore in Italia, dopo il Lazio. Sono 77 in più i pazienti ricoverati nei reparti ordinari e due in più quelli sottoposti a cure intensive nelle Rianimazioni. Uno scenario che si decompone rapidamente sotto la spinta di un virus che continua a mutare aspetto e a rendere meno performante l’immunità indotta dai vaccini. Per questo si moltiplicano gli appelli dal Ministero e dalla Fondazione Gimbe a rafforzare la risposta immunitaria attraverso il completamento dei cicli vaccinali. Il Governo, tra l’altro, ha autorizzato la somministrazione del secondo booster a tutti quelli che chiederanno di riceverlo. E, intanto, il direttore generale, Giovanni Rezza, ha disposto misure organizzative su tutto il territorio nazionale in risposta all’aumentata domanda di assistenza sanitaria.

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