Ironie, luoghi comuni e stereotipi stantii otre che negati da valanghe di storie ed esempi. Analisi limitate alla superficie dei numeri, trascurando che quando si parla di donne e uomini, e ancor prima di ragazze e ragazzi, bisogna avere il coraggio di scendere gli scalini delle stratificazioni sociali e umane, delle occasioni e degli stimoli. Possono stare nella stessa classe i pessimi risultati conseguiti dagli studenti del sud nelle prove Invalsi e gli ottimi voti ottenuti dagli stessi agli esami di stato. I dati del ministero dell’Istruzione raccontano che i maturandi calabresi hanno fatto meglio dei colleghi delle altre regioni d’Italia, raggiungendo la percentuale del 6,6% di promossi con 100 e lode (a seguire Puglia al 6,3%, Umbria al 5% e Sicilia al 4,8%).
Situazione simile per gli alunni che hanno superato l’esame di terza media: Calabria seconda con l’8,6% di promossi con lode, dopo la Puglia (8,8%). Per quanto riguarda i 10, invece, primato con l’11,2%.
Le prove Invalsi, invece, piazzano la Calabria all’ultimo posto nazionale col 60% degli studenti delle Superiori al di sotto del livello base in Italiano e il 70% sotto il livello 3 (base) in Matematica. Lo stesso rapporto evidenzia che in tutte le materie le perdite maggiori di apprendimento si registrano tra gli allievi che provengono da contesti socio-economico-culturali più sfavorevoli. Un dato cruciale, che dovrebbe fare riflettere almeno quanto la differenza di risultati tra Invalsi e Maturità.

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