Sul finanziamento di 4 borse di studio annunciato dal dipartimento salute della Regione Calabria interviene il consigliere regionale del PD Ernesto Alecci.

“In relazione al comunicato del Dipartimento Salute della Regione Calabria sul finanziamento di 4 borse di studio per la specializzazione medica aggiuntive a quelle ministeriali per l’anno 2022, scrive Ernesto Alecci, sono rimasto piuttosto meravigliato dal tono quasi trionfalistico della comunicazione. In effetti, basta dare un’occhiata alle convenzioni sottoscritte dalle altre regioni per comprendere come in realtà, nonostante la situazione assolutamente emergenziale della sanità nei nostri territori, la Calabria si pone agli ultimissimi posti. Scorrendo la tabella riepilogativa dei posti disponibili per tipologia di scuola di specializzazione si può rilevare come in Sardegna i posti saranno 224, in Campania 168, in Puglia 30 e addirittura 8 in Valle d’Aosta, regione che fa registrare (solo) 124.000 residenti, un quindicesimo rispetto alla popolazione calabrese. Inoltre, alcune regioni nel contratto hanno inserito anche una clausola che obbliga gli specializzandi a prestare servizio per un certo numero di anni nella regione che ha finanziato la loro specializzazione.

Negli ultimi tempi, continua Alecci, si è parlato moltissimo dell’accordo siglato dalla Regione Calabria relativo all’arrivo nei nostri ospedali di 500 medici cubani. Il Presidente e commissario ad acta per la Sanità Roberto Occhiuto ha difeso con forza in tutte le sedi la bontà di questo accordo firmato con la Società Statale del Governo di Cuba, in relazione alla situazione emergenziale che stiamo vivendo. Ma, al di là di queste scelte “straordinarie”, ritengo che si dovrebbe pensare anche ad altri tipi di soluzioni, come ad esempio la sottoscrizione di un accordo tra Regione e Università per l’ottenimento magari di una deroga per l’aumento delle borse di specializzazione da attivare. In tal modo potremmo avere a disposizione nell’immediato un maggior numero di medici da destinare ai nostri ospedali, anche i più piccoli, che convivono quotidianamente con problemi di carenza di personale, senza riuscire ad erogare un’adeguata assistenza medica. Questi sono gli interventi concreti di cui vorremmo sentire parlare, magari meno roboanti dal punto di vista mediatico, ma certamente più utili per rispondere alle esigenze dei nostri territori”.

© Riproduzione riservata