“Se vado all’Ufficio centrale di Potenza sbatto i pugni sul tavolo e vediamo se mi ascoltano”. E’ chiaramente infuriato Maurizio, che ci contatta dalla Val d’Agri. “E’ da venerdì che cerco di contattare questi di Acquedotto lucano, chiamo il numero verde, aspetto 10 minuti e mi rimettono in coda. Mi è successo per sei volte di fila”. Maurizio vorrebbe dire loro ciò che ha raccontato anche a noi. “Mi stanno addebitando una bolletta del tutto inventata, visto che quell’importo, 199 euro, l’ho già corrisposto da gennaio ad oggi”.

La bolletta che raddoppia La vicenda è tragicomica. Maurizio ha versato una prima tranche, 99 euro, a gennaio di quest’anno. Qualche settimana fa gli è stato chiesto, tramite avviso, di pagare altri 100 euro ad Aql, più altri 199. “Ma com’è possibile – si chiede – La mia impressione è che mi facciano pagare 2 volte 199 euro”. In buona sostanza, la sua sensazione è che la bolletta sia “raddoppiata” senza alcun senso logico. “Facendo i conti sui consumi, i primi 199 euro ci stanno, è il raddoppio che mi fa incazzare, specie in una fase storica in cui tutto sta aumentando, mi possono mica prendere in giro così…?”.

“Chiedere conto all’Ente è come affidare le pecore al lupo” Ma eccoci alla nota più dolente. Quando non ci si trova ai conti si chiede spiegazione all’Ente preposto. “Abito in Val d’Agri e la scorsa settimana sono andato al Distretto locale per chiedere lumi – spiega – Nessuno riceve, dal Covid in poi non hanno mai più riaperto come servizio al cliente”. Davanti all’entrata delle sede c’è la raccomandazione a rivolgersi al numero verde. “Eh, ma cosa ne parliamo a fare – sottolinea – per prendere un appuntamento con l’operatore devi digitare prima il numero verde, a cui non ti risponde nessuno e ti rimette in coda. Con un loop infinito e snervante”. E ancora: “Chiedere delucidazioni agli addetti di questo Ente carrozzone è un po’ come affidare le pecore al lupo, è assolutamente impossibile, ti fai solo nervoso”.

“Se la banca mi preleva la cifra vado da Aql e faccio un casino” Viste le modalità con cui paga le bollette solitamente, la paura di Maurizio che la banca a cui si appoggia, gli prelevi automaticamente la cifra richiesta “erroneamente” da Aql. “Loro trattengono la cifra, poi magari faccio ricorso e chissà in quale mese di quale anno mi rimborsano”. In periodi così complicati, per il lievitare di prezzi, costi e consumi, una famiglia che già arranca si troverebbe con un salasso ulteriore da versare. Magari ingiustamente. Aspettando Godot. E i tempi di reazione di Acquedotto lucano, il carrozzone principe tra i carrozzoni made in Basilicata. “Se la banca mi addebita la bolletta in automatico – conclude Maurizio – giuro che vado a Potenza, alla sede centrale di Aql e faccio un casino. Vedrete”. E’ indignato Maurizio. E stando al suo racconto ne ha tutti i motivi. Sarebbe il caso che Aql rendesse più efficaci i servizi ai clienti e che non sia celere solo a incassare. Ma è chiedere troppo, anzi, è un po’ come “affidare le pecore al lupo”, per usare la metafora cara a Maurizio.