Nella mattinata di ieri, 12 giugno 2022, a San Fele, è ritornata, dopo due anni di fermo a causa della pandemia, la “Festa della Transumanza”.

La manifestazione, alla sua quarta edizione, patrocinata dal Comune di San Fele, è stata organizzata dalla Pro Loco San Fele, in collaborazione con la Fattoria Didattica Masseria Pietrascritta e l’Asd Equestre Cascate e Cavalieri di San Fele.

Unica nel suo genere, l’iniziativa ha offerto un’occasione per vivere l’emozione della migrazione delle mandrie per il pascolo estivo e per gustare i prodotti legati alla pastorizia. Mandrie bovine (circa 50 capi) delle aziende agricole “Chieca Antonio” e “Franco Girardi” site in Loc. Montagna hanno transumato verso Loc. Serra dei Venti (Pisterola) lungo un percorso di circa 10 km. All’arrivo il particolare “Lancio della Fune, la Mungitura e la Colazione tipica dei contadini di un tempo. Ad allietare il tutto c’era il piccolo Nicolas con il suo organetto.

Lo scopo-spiegano gli organizzatori- è stato quello di evocare le tradizioni e i fattori culturali del recente passato e di promuovere e valorizzare uno sviluppo territoriale centrato sulle caratteristiche endogene ambientali e paesaggistiche, ma anche e soprattutto culturali, artigianali e gastronomiche tipiche, a maggior ragione dopo aver appreso che la pratica rurale della “Transumanza” è stata candidata a patrimonio culturale e immateriale dell’Umanità Unesco. Diventerà il macroattrattore naturale più potente per la nostra terra! Noi ci crediamo! Natura, Movimento, Enogastronomia, Eventi per suscitare lo stupore e la voglia di curiosi esploratori di un’esperienza inusuale rispetto all’immagine tradizionale della Basilicata.

Un’esperienza da vivere unica, autentica e non massificata, in cui la transumanza è stato il pretesto per conoscere non solo luoghi nascosti e fuori dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni della comunità locale e per godere della salubrità dell’aria e scoprire un’incredibile ecomuseo diffuso e vivente da vivere tutto l’anno”.

In Italia questa antica usanza prese le mosse principalmente tra l’Abruzzo e il Tavoliere, con diramazioni sia verso il Gargano che verso le Murge, passando per il Molise.