L’Abbazia di Sant’Angelo al Monte Raparo apre le porte al pubblico stasera alle 18:30, per l’attesa performance dalle migliori scene europee. La compagnia Dewey Dell realizzerà in anteprima, la nuova performance dal titolo I’ll do, I’ll do, I’ll do, uno spettacolo che vuole instaurare un dialogo serrato tra arti performative – teatro e danza – e luoghi di grande fascino come l’Abbazia bizantina di Sant’Angelo al Monte Raparo, monumento nazionale da quasi un secolo, tornata alla sua imponente bellezza dopo un lungo restauro, che stasera viene eccezionalmente aperta al pubblico.
Il sindaco Vicenzo Cirigliano ha dichiarato: “Stasera si presenta un’occasione speciale per far conoscere la nostra Abbazia. Un patrimonio già attenzionato a livello nazionale e internazionale e coinvolto in diversi progetti culturali, artistici e religiosi, al quale stiamo lavorando per la
valorizzazione e la promozione turistica. Siamo orgogliosi di poter ospitare un evento di tale caratura”.

La performance che verrà messa in scena, fa riferimento ad antichi riti per il culto della fertilità della terra, di buon auspicio per la ripresa della fruibilità dell’abbazia di ascendenza bizantina. Dietro all’immagine di quello che sembra un sabba, antropofago, magico e violento, si rivela un culto estatico dominato da una misteriosa dea notturna dai molti nomi. Se la possessione viene spesso considerata come la visita di un’entità divina tra gli esseri umani, l’estasi al contrario è un viaggio di ascesa celeste o di discesa infernale dell’anima umana fuori dal corpo.

La performance vede impegnata parte della famiglia Castellucci, tra le più importanti del teatro italiano ed europeo: la coreografia e l’interpretazione sono di Teodora Castellucci, assistente alla coreografia e produzione è Agata Castellucci, mentre la musica originale è di Demetrio Castellucci, Vito Matera al disegno delle luci.
L’evento rientra nelle attività di Synthesis, il progetto dei comuni di Armento e San Chirico Raparo per i Piani integrati della cultura 2022 della Regione Basilicata, per la riscoperta della matrice italo-greca dei paesi della val d’Agri. Per l’occasione, l’attuatore Porta Cœli Foudation si è avvalso della collaborazione di Città delle 100 Scale Festival, festival potentino tra i migliori in Italia nel proprio ambito secondo il Ministero della Cultura.