Le conclusioni dell’incontro con il Ministro Urso – che giudichiamo interlocutorio e comunque propedeutico per ulteriori azioni – e l’impegno ad insediare al Ministero un Gruppo di lavoro permanente sul polo automotive di Melfi possono segnare quella svolta che, come sindacato, rivendichiamo da tempo per passare dalla gestione dell’emergenza alla fase della programmazione del presente e del futuro per Melfi. Per raggiungere questo obiettivo diventa prioritario dare risposte, in tempi rapidi, ai lavoratori dell’indotto e della logistica (tra i quali i dipendenti Fdm e Las) che chiedono semplicemente di tornare a lavoro. Noi chiediamo che tutte le attività legate alla componentistica e alla logistica previste già dal piano industriale dello Stabilmento di Melfi devono essere fatte in Basilicata. Questo per abbassare le tensioni sociali e per ristabilire il clima di buone ed avanzate relazioni industriali che ha caratterizzato la storia industriale a Melfi e può rilanciare nuove prospettive per nuove localizzazioni ed investimenti di grandi player interessati. Primo compito del Gruppo di lavoro da insediare al Ministero è pertanto quello di una mappa delle imprese dell’indotto, logistica e servizi per individuare di cosa hanno bisogno per programmare la riconversione produttiva e rispondere alle esigenze della transizione verso i modelli di auto elettriche o a motore ibrido che Stellantis produrrà a Melfi.

Sappiamo bene che il passaggio all’elettrico impone diversificazioni produttive anche per la componentistica ma, specie con l’operatività dell’Accordo di programma, va comunque garantita all’area San Nicola di Melfi la continuità di attività industriale e di occupazione. Possiamo contare su significative risorse finanziarie– dal fondo di 500 milioni che è destinato alla complessa fase di transizione energetica, ai 100 milioni derivanti dall’ “area di crisi complessa”, ai 20 milioni dell’Accordo di Programma firmato, alle risorse Zes; diventa pertanto possibile individuare strategia e strumenti per rilanciare quest’area industriale del Paese che ha tutte le potenzialità per favorire nuove localizzazioni da parte di player e medie imprese.

Ci attende dunque una fase di impegni gravosi e di grande responsabilità che deve essere segnata da un nuovo metodo (dall’emergenza alla programmazione) perché il 2024 diventi l’anno di svolta nell’attuazione del “Patto per Melfi” all’interno del quale il polo automotive è una delle eccellenze del “made in Italy” da salvaguardare e rafforzare anche attraverso progetti di superamento del gap infrastrutturale e della logistica perché Melfi diventi realmente la “porta del Mediterraneo”, un hub industriale europeo ed attragga grandi gruppi industriali non solo dell’auto.

Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil; Marco Lomio, segretario regionale Uilm