Terminati gli attivi programmati dalla Fim Cisl nel polo automotive di Melfi: il primo con la Rsa di Stellantis, il secondo, ieri, con i delegati sindacali dell’indotto. E mentre a Torino il segretario nazionale Ferdinando Uliano snocciolava i dati negativi sulla produzione negli stabilimenti italiani di Stellantis, con Melfi che fa segnare nel primo semestre il tonfo peggiore, nella sede di San Nicola il segretario generale della Fim Cisl Basilicata Gerardo Evangelista e le Rsu lanciavano l’allarme sulla tenuta dell’indotto: “A Melfi si potrebbe aprire una crisi industriale complessa e delicata con gravissimi effetti negativi sull’occupazione.

È chiaro che in vista dell’elettrificazione c’è bisogno che le aziende dell’indotto di Melfi ottengano le commesse riferite alle nuove tipologie di produzione collegate alle quattro vetture elettriche che si produrranno dal 2024 nella fabbrica lucana. In questa fase di trasformazione che sta stravolgendo il mondo dell’automotive – ha incalzato Evangelista – il Governo ha enormi responsabilità di gestione sui fondi collegati allo sviluppo della componentistica.

Quindi l’azione del rilancio industriale da mettere in campo deve coincidere con la tutela dell’ambiente ma anche con il mantenimento delle aziende e dell’occupazione”.