“Stellantis verserà ai dipendenti francesi del Gruppo una tantum fino a 1400 euro, nel mese di ottobre, come misura anti-inflazione”. La notizia si legge sul Corriere, sezione Economia di ieri. Proprio nelle settimane scorse, però, aspetto non di poco conto, per la richiesta di uno straordinario non previsto di 2 minuti, proprio in Francia, per 3 giorni avevano incrociato le braccia gli operai della linea Sevelnord, Stellantis, nella cittadina di Hordain. Uno stabilimento centrale per la produzione dei nuovi modelli elettrici. Lo sciopero è rientrato per intervento dei sindacati e le rivendicazioni non sono state accolte in pieno dalla multinazionale. A distanza di una settimana, però, ecco che il Gruppo fa una prima concessione per adeguare lo stipendi0 all’inflazione, seppure con una tantum da versare solo ad ottobre. Qualche effetto, in sintesi, la rimostranza l’ha portato.
In Italia se ne parlerà. Sempre sul sito del Corsera, inoltre, un portavoce del Gruppo fa sapere che “lanceremo la discussione in Italia nelle prossime settimane, poiché ogni Paese è specifico in termini di legislazione e inflazione”. Proprio questa affermazione, però, tradisce un certo rapporto di ‘sudditanza’ italiana verso i ‘francesi’, sull’Automotive. Come dire, ci sono lavoratori e lavoratori. Dall’Italia, inoltre, proviamo a fare un salto direttamente nella nostra Melfi, in Basilicata. Una delle aree economicamente più depresse d’Europa, forse meriterebbe un’attenzione differente proprio dalla Stellantis. Se è vero che Melfi è centrale nel futuro della Stellantis, proprio non si capisce perché solo nell’ultimo anno si sia già passati da 7000 a 6200 operai (diretti). Proprio non si capisce perché il 25 giugno dello scorso anno i sindacati abbiano firmato un accordo che in sintesi sanciva lo smantellamento di una linea e il ricorso agli esuberi con incentivo.

Sindacati e operai si faranno valere anche a Melfi?  Non solo “in Italia se ne parlerà in seguito”, come lascia trapelare la portavoce Stellantis, ma addirittura pare che si parli di un sito di serie b dove ogni smantellamento è possibile con l’avallo dei sindacati. Vedremo se e in che termini l’una tantum di ottobre sarà proposta anche agli operai di Melfi e ai colleghi italiani. Ma vedremo anche se e quando i sindacati di casa nostra avranno il coraggio di metter mano a quel vergognoso accordo del giugno 2021 che di fatto taglia personale, peggiora le condizioni di lavoro, tagli l’Indotto, e tarpa le ali del futuro operaio nella piana di S. Nicola di Melfi. E vedremo anche se gli operai saranno disposti a rimetterci qualcosa a rischiare anche uno sciopero, per far valere i propri ‘sacrosanti’ diritti. A meno di non voler recitare la parte di lavoratori di serie b, da sacrificare sull’altare del ‘predominio’ francese su Stellantis.