Anche in Basilicata sono diverse le segnalazioni di docenti abilitati e specializzati per il sostegno che sono rimasti a casa al contrario di docenti non abilitati. Il colpevole pare sia il nuovo sistema informatizzato messo a punto dal Ministero per l’Istruzione.

A spiegarci meglio come stanno le cose è un docente materano: “Negli ultimi giorni il bollettino delle nomine annuali dei supplenti ha riservato una brutta sorpresa: attribuzione di incarichi di supplenza a docenti non specializzati a discapito di docenti specializzati sul sostegno che hanno conseguito percorsi universitari impegnativi come il Tfa” il Tirocinio Formativo Attivo che consente di ottenere le specializzazioni necessarie per diventare insegnanti di sostegno.

Come nel resto d’Italia, anche l’Ufficio scolastico regionale, ha realizzato le nomine attraverso un sistema informatizzato che lavora con algoritmi. Tuttavia il software ha trattato le riserve di legge 68/99 senza rispetto di graduatorie diverse, fasce diverse, tanto che docenti senza specializzazione hanno avuto la supplenza mentre docenti specializzati non sono stati nominati.

Il docente spiega però che quest’ultima circostanza risulta alquanto “problematica poiché la Legge 104/1992 all’art. 14 comma 6 prevede che l’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati”.

“Molti dei riservisti – ci spiega invece un’altra docente- sono militari in congedo piazzati ad arte nelle scuole, al posto di insegnanti con più punti in graduatoria e ovviamente più esperienza, o specializzati”.

Mi sembra chiaro -aggiunge l’insegnante- che venga prima il diritto degli alunni con disabilità ad avere docenti specializzati. Non c’è equità ed inclusione se la persona con riserva 68/99 che non ha il titolo di specializzazione viene assunta per un ruolo in cui è fondamentale avere la specializzazione sul sostegno. Insomma si prospetta un anno scolastico difficile, soprattutto per gli alunni disabili e per le famiglie di questi alunni. A quest’ultime fondamentalmente viene negato un diritto fondamentale.”

Algoritmo a parte ci sarebbero poi i disservizi che i docenti della provincia di Matera subiscono a causa del depotenziamento dell’Ufficio Scolastico provinciale e non solo. A rendere difficile i contatti con l’Ufficio ci sarebbe infatti anche lo smart working. “In pratica-conclude il prof- è quasi impossibile riuscire a parlare con i dipendenti dell’Usp, perché sono in presenza a giorni alterni e probabilmente sono poco tempestivi nel risolvere alcune questioni. In questa continua condizione di smart working diventa forse difficile trovare una quadra su una serie di problematiche della scuola della provincia di Matera”.