“Il sindaco contadino: Rocco Scotellaro”, in scena a Torino ai Mercati Generali, il 14 aprile alle ore 19, all’interno delle iniziative per il centenario di Carlo Levi voluti dai comuni di Aliano e Torino, dalle Regioni Basilicata e Piemonte. Il 21 aprile lo spettacolo sarà in scena a Matera, nella sede de La Scaletta. L’autore, attore e regista Ulderico Pesce racconta la vita di Rocco Scotellaro, sindaco socialista di Tricarico (Matera) e poeta della civiltà contadina del Sud Italia. Nello spettacolo, definito da Franco Cordelli su Il Corriere della sera: “Il lavoro più bello della stagione teatrale nazionale”, si narrano le battaglie in difesa dei braccianti lucani, quelli che vivono nei Sassi di Matera, nella Rabatana di Tricarico, e di tutto il Materano in genere per i quali diventa il leader delle lotte di occupazione delle terre. Si narra ancora il suo rapporto illuminante con Carlo Levi che lo definisce “la luce del Sud”, la battaglia per aprire l’ospedale civile a Tricarico quando, l’ospedale più vicino, quello di Matera, distava 72 chilometri, l’arresto “ingiusto” e la prigionia nel carcere di Matera.

Lo spettacolo parte dalle dimissioni di Scotellaro dalla carica di sindaco e dal viaggio a Roma alla ricerca di una casa editrice che potesse stampare il suo romanzo inchiesta sui contadini del Mezzogiorno dal titolo: “Contadini del Sud”, pubblicato, grazie all’interessamento di Carlo Levi, dopo la sua prematura morte, avvenuta nel 1953 all’età di trent’anni.

Tra i personaggi narrati assume rilievo Francesco Chironna, emigrato a sei anni in America e poi tornato adulto al paese per organizzare, con Scotellaro e altri, l’occupazione delle terre. Chironna è stato costretto ad abbandonare la scuola a sette anni perché servivano le sue braccia alla famiglia, dopo aver fatto il bracciante per qualche anno si vede costretto, per fame, disperazione e miseria, a salire su una nave che lo porta a New York. Il viaggio sulla nave rappresenta uno degli episodi più surreali e divertenti dello spettacolo che poi si chiude con uno struggente monologo della madre di Rocco, la signora Francesca Armento, che ripercorre, con il dolore di una madre che ha perso un figlio di trenta anni, le tappe fondamentali della vita del figlio.