“Il reclutamento del personale nella sanità lucana è fermo, le Aziende procedono a passo lento nonostante le tante opportunità offerte dai provvedimenti governativi per fronteggiare l’emergenza covid e il grave allarme e pericolo sociale per le condizioni di straordinario stress di tanta parte del personale, stremato da carichi di lavoro insostenibili e da due anni di impegno in prima linea nel contrasto alla pandemia.”

A denunciare con forza la passività delle Aziende sanitarie lucane la segretaria regionale Confsal e la segreteria provinciale Fials di Potenza che spiegano: “il reclutamento del personale appartenente al comparto (infermieri, OSS, assistenti e collaboratori amministrativi, ma anche della Dirigenza (biologi, per citarne solo alcuni), vedrebbe coinvolta una grande platea di candidati. Ma le procedure selettive al momento sono bloccate presso le Aziende che dovevano espletarle, proprio mentre il Servizio sanitario è in grave affanno per carenza di personale”.

“In applicazione della delibera di giunta regionale n. 53 del 4 febbraio 2021 è stato sottoscritto un Protocollo operativo interaziendale dei concorsi unici delle Aziende e degli Enti del Servizio Sanitario Regionale di Basilicata per reclutare il personale da incardinare, prevedendo per ciascun bando un’Azienda Capofila per gestisce la procedura.

“E’ passato più di un anno e due ondate di Covid – incalzano i segretari De Grazia e Costanzo  – ma nessun concorso è stato espletato. In realtà non sono mai iniziate neanche le procedure di selezione. I concorsi avrebbero dovuto concludersi entro breve tempo, per limitare i danni di una cronica carenza di personale nel SSR, resa assai più grave dall’emergenza covid”.

Confsal e Fials sottolineano che “espletare i concorsi avrebbe rappresentato un’occasione per tanti giovani in attesa di un posto di lavoro. Invece ad oggi le scelte politiche dei Direttori Generali sono andate nella direzione opposta alle indicazioni governative “Fallito l’obiettivo di concludere i concorsi regionali – contestano De Grazia e Costanzo – nel breve tempo individuato dalla Regione Basilicata (fine 2021), obiettivo fallito, le Aziende hanno attivato bandi per assunzioni a tempo determinato, creando nuovo precariato. Stessa situazione si è ripetuta per le assunzioni attraverso le procedure di mobilità. Ci sono moltissimi Operatori Sanitari disponibili a trasferirsi presso le Aziende Sanitarie Lucane, ma è tutto fermo”.

La Fials, “sottoscrivendo l’Accordo sulle Linee Generali di indirizzo nelle materie oggetto di confronto regionale previsto dal contratto nazionale del Comparto Sanità, aveva sollecitato il superamento della quota massima del 25% destinata alla mobilità volontaria, rispetto a quanto previsto dai piani delle Aziende interessate, per l’anno 2021. Allo stato attuale, pur essendoci delle graduatorie, alcune Aziende, non possono procedere ad assumere personale, causa le difficoltà di reperire le risorse necessarie”. “Lo stesso accordo regionale – aggiungono De Grazia e Costanzo – fa riferimento anche alle quote di stabilizzazione, ad oggi non ancora stabilite. Così si mettono a rischio alcune figure professionali, tagliate fuori dalle procedure: un punto che la Regione deve affrontare per stabilire regole certe”.

Un altro punto importante è risolvere la questione dei precari storici dell’Irccs Crob di Rionero in Vulture. Per tutte queste ragioni, Confsal e Fials “sollecitano un intervento dell’assessorato alla Salute per indurre le Direzioni aziendali a espletare celermente i concorsi oltre a convocare i sindacati per discutere sia dell’emanazione delle linee guide uniformi in tema di stabilizzazione sia di superamento delle quote di sbarramento per l’assunzione di persone da graduatorie della Mobilità”.