“La Cgil Basilicata scenderà domani 18 giugno in piazza a Roma per chiedere al governo nazionale scelte coraggiose che riguardano il futuro del Paese, del Sud e della nostra regione”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, annunciando la partenza di dieci pullman dalla Basilicata per partecipare alla manifestazione indetta dalla Cgil nazionale “Pace, lavoro, giustizia sociale, democrazia”. “I dati sull’occupazione in Basilicata – continua Summa – fanno registrare, come in Italia, un aumento degli occupati e un calo degli inattivi, ma le percentuali di contratti instabili e precari sono quasi il doppio rispetto ai dati registrati su scala nazionale. I dati continuano a parlare di un mercato del lavoro precario e volatile, quasi liquido. Mancano certezze per i lavoratori e questo non favorisce di certo né gli investimenti né l’aumento dei consumi.

L’eccessiva flessibilità di lavoro – prosegue Summa – si traduce in una miriade di contratti atipici. Tra tempo determinato, apprendistato, somministrazione, tirocinio, bisogna trovare una via d’uscita che garantisca stabilità. La giungla delle tipologie contrattuali atipiche in cui ci troviamo nasce da una serie di leggi sbagliate ispirate dalla logica della prevalenza del mercato e del profitto rispetto alla valorizzazione del lavoro. Una situazione drammatica se si aggiunge al problema dei bassi salari e di una loro erosione a causa dell’aumento dell’inflazione, alla povertà e allo spopolamento. Servono misure strutturali che aumentino i salari e le pensioni: l’obiettivo della Cgil – aggiunge il segretario della Cgil lucana – è cancellare definitivamente la precarietà dal mondo del lavoro e restituire valore al lavoro. Insieme a questi temi, quello della transizione ecologica, di cui la Basilicata, da sempre centrale nel panorama nazionale per il contributo energetico che dà al Paese, può essere davvero essere modello da esportare se si comincia a investire seriamente nella sostenibilità ambientale per creare buona e nuova occupazione”.

L’appuntamento è alle 10 in piazza del Popolo. L’iniziativa conclude un percorso di oltre 200 assemblee che si sono tenute su tutto il territorio nazionale e che hanno visto il coinvolgimento di lavoratori, pensionati, studenti, associazioni. Sul palco si alterneranno gli interventi di delegate e delegati di tutte le categorie. Chiuderà la manifestazione il segretario generale della Cgil Maurizio Landini che prenderà la parola alle 11.40 circa.

La Cgil scende in piazza per la pace, per chiedere il cessate il fuoco immediato in Ucraina e l’apertura di un negoziato, nel quale l’Europa deve svolgere una vera azione diplomatica. Ancora, per il lavoro, per mettere fine alla precarietà dilagante, al finto lavoro autonomo, al lavoro povero e sommerso. Il sindacato chiede al governo nazionale investimenti in buona occupazione stabile, il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e l’aumento dei salari, la legge per la rappresentanza e la validità dei contratti nazionali per tutte e tutti, un piano straordinario di assunzioni (donne, giovani e Mezzogiorno), un investimento per la salute e la sicurezza e il diritto alla formazione permanente. Tra le motivazioni della manifestazione anche la giustizia sociale e la democrazia. La Cgil chiede sostegni strutturali per i redditi più bassi (200 euro di bonus non bastano), l’aumento del netto in busta paga e la diminuzione del carico fiscale per lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, l’aumento del valore e della platea della quattordicesima, un contributo di solidarietà straordinario sulle grandi ricchezze, servizi pubblici efficienti e a disposizione del cittadino, un aumento dei finanziamenti per sanità, scuola, università e ricerca pubbliche, una legge sulla non autosufficienza, l’istituzione della pensione di garanzia per precari, lavoratori discontinui e il superamento della legge Fornero.