“Ho letto sul vostro giornale che Stellantis in futuro vorrebbe spostare alcuni di noi addirittura a pulire i wc nelle fasi di scarsa produzione. Mi auguro che i sindacati, a cui paghiamo una tessera, smentiscano subito queste voci”. Cosi un lavoratore, Giovanni, che aggiunge: “Abbiamo già subito troppe cose in silenzio. C’è un limite a tutto e spero che l’azienda non lo oltrepassi, altrimenti sarà guerra.”

“Sicuramente negli ultimi mesi ci sono stati tagli alle ditte di pulizie dentro Stellantis, anche i wc sono più sporchi – assicura Giovanni – ma da qui a immaginare che chi sta sulla linea possa fare anche le pulizie, lavoro non previsto nel contratto dei metalmeccanici, mi sembra un’assurdità, io non accetterei, e come me credo tutti gli altri”. Giovanni non ci sta. “Non si può gettare nel cestino i diritti conquistati in tanti anni”

“C’è un limite a tutto: dalla linea a pulire i bagni, mai!” Dopo aver letto il pezzo pubblicato nei giorni scorsi da Basilicata24, Giovanni ci ha contattato. Non stava nella pelle. “Posso capire la crisi – si indigna il lavoratore – i tagli, l’esodo con incentivo, posso anche immaginare che chi si occupa di manutenzione, in momenti di stop aziendale, possa pulire i prati esterni all’azienda, previa formazione, ma immaginare che io da montare bulloni, possa ritrovarmi a pulire i wc, no, questo non è proprio ricevibile”. E aggiunge: “Niente contro chi fa le pulizie, ci mancherebbe, ma si tratta di un lavoro usurante che risponde ad altre forme contrattuali, che nulla hanno a che fare col nostro, di contratto.”

 “Siano i sindacati a smentire” E mentre le proteste, gli scioperi, tengono rappresentanti sindacali e operai col fiato sospeso alla Logistica, nell’Indotto, un certo grado di isterismo inizia a trapelare anche tra i lavoratori Stellantis. “Nell’ultimo anno abbiamo visto peggiorare le nostre condizioni – precisa Giovanni – taglio di una linea, lavoro a singhiozzo, ma sempre più frenetico quando c’è, invito a licenziarci, taglio alla spesa per manutenzione e pulizia dentro l’azienda. Questo precipitare sempre più giù, ci logora dentro”. E in questi momenti anche una sola goccia rischia di far traboccare il vaso già colmo. “Non so se la prossima settimana lavoreremo, ci aggiornano sempre in tempo reale, improvvisi stop, stipendi sempre più magri”. Ma pare non ci sia fine all’incertezza. “Circolano voci sull’utilizzo di noi operai della linea, in futuro, anche su mansioni che non ci competono. Ma ci rendiamo conto?”. A questo punto Giovanni chiama in causa direttamente i sindacati. “Mi auguro che ci siano smentite sulle ultime voci che circolano, altrimenti la nostra capacità di sopportazione potrebbe arrivare a un punto di rottura. Ci ribelleremo”. E conclude: “Paghiamo le tessere sindacali, c’è ancor un rapporto di fiducia, quindi mi aspetto e ci aspettiamo che da parte loro ci sia una netta smentita a queste continue voci che circolano sulla linea e nei pullman, in base alle quali in futuro potrebbero demansionarci, per impiegarci addirittura nei wc. Nessuno di noi accetterebbe”. Anche i sindacati, in sintesi, sono avvisati. La linea del Rubicone “non si deve oltrepassare”.