Anche a Potenza, martedì 21 giugno si terrà un sit in di solidarietà attiva sotto l’ingresso del Palazzo della Giunta Regionale di Basilicata, in occasione dell’avvio della seconda udienza del processo denominato “Giudizio Universale”, che si celebrerà in contemporanea al Tribunale di Roma. La causa intentata da 203 tra associazioni e cittadini (di cui 17 minorenni) per “inazione climatica” con cui si chiede che l’Italia tagli le emissioni del 92% entro il 2030, una cifra che rispecchia le sue responsabilità storiche e mette al centro il tema della giustizia climatica. Lo fa sapere il coordinamento No Triv Basilicata che è tra i promotori del sit- in e che in una nota spiega di cosa si tratta.

“Dopo le prime cause intentate da cittadini ed associazioni (spesso con esito favorevole) in altri paesi europei, si tratta di un processo allo Stato per non aver fatto il necessario per evitare il colpevole concorso ad aggravare la situazione climatica locale e globale.

Già dal luglio 2019 il Coordinamento nazionale No Triv ha formalmente aderito alla causa, sottoscritta da numerosi soggetti ricorrenti. Nell’udienza fissata al Tribunale di Roma il prossimo 21 giugno verranno messi in campo i mezzi istruttori, con relativa discussione delle prove. Contestualmente dovrebbe essere nominato allo scopo un CTU (Consulente Tecnico). Se tali previsioni verranno accettate dalla Corte, vorrà dire che il Giudice vorrà entrare concretamente nel merito della causa.

Ad oggi sono state depositate memorie e controdeduzioni sia da parte dei ricorrenti che da parte dello Stato. Per rimarcare l’importanza di questa delicata fase decisionale, nonché per denunziare l’ulteriore inversione di marcia intrapresa dalle attuali politiche governative anche rispetto al Pniec, agli accordi di Parigi e di Glasgow, quindi rispetto alla strombazzata strategia del Green New Deal, dalle 12 alle 13 di Martedì 21 giugno si terrà un sit-in sotto il Tribunale di Roma, seguito, a fine udienza, da valutazioni in conferenza stampa.

Al fine di contribuire ad estendere e generalizzare i temi della campagna ai territori, all’organizzazione dell’evento del 21 giugno, oltre a Roma, si stanno impegnando le piazze di altre regioni, quali Abruzzo, Basilicata, Liguria, Sicilia, Sardegna, Puglia, Veneto, Piemonte, Toscana.

Rivolgiamo l’invito a partecipare a tutte/i le/i cittadine/i che nei cambiamenti climatici riconoscono un punto di drammatica svolta epocale, per la salute umana, animale, del Pianeta, nonché per l’agricoltura, le migrazioni, le guerre, l’economia. Ci rivolgiamo in particolare alle/gli studentesse/i, alle nuove generazioni, protagoniste/i delle significative mobilitazioni per il clima e per una giusta transizione energetica negli ultimi anni.

Si invita a portare striscioni e cartelli, evidenziando (come “logo” della campagna) una mano di colore giallo quale simbolo di emergenza.

Nel corso dell’udienza per la prima volta le parti si troveranno l’una di fronte all’altra nelle aule del Tribunale civile di Roma, per presentare di fronte alla giudice le proprie argomentazioni. Da un lato il team legale che rappresenta 24 associazioni, 193 individui e 17 minori che hanno firmato l’atto di citazione, dall’altra l’Avvocatura dello Stato. I ricorrenti sono assistiti da un team legale composto da avvocati e docenti universitari, fondatori della rete di giuristi Legalità per il clima. A patrocinare la causa l’avvocatoo Luca Saltalamacchia, esperto di tutela dei diritti umani e ambientali e l’avvocato Raffaele Cesari, esperto di Diritto civile dell’ambiente, assieme al professore Michele Carducci, dell’Università del Salento, esperto di Diritto climatico.

L’udienza arriva proprio nei giorni in cui si fa sentire la morsa del caldo torrido, con temperature anomale ben al di sopra delle medie stagionali, ed un’emergenza idrica che sta mettendo in ginocchio il comparto agricolo, soprattutto in nord Italia, tanto da paventare per l’estate alle porte il rischio di razionamento idrico anche per l’uso domestico.

Più in generale, gli scenari riguardanti l’Italia elaborati negli ultimi mesi dal Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, sono drammatici su tutti i fronti:  i bambini nati nel 2020 rispetto ai loro nonni soffriranno 7 volte in più di ondate di calore; 2,6 volte di più di siccità; 2,8 volte in più di inondazioni. A ciò si aggiungono le 264 vittime causate dai 1.810 eventi climatici estremi abbattutisi sull’Italia tra il 2010 e il 2021; un triste primato per cui l’Italia è al 3° posto in Europa e al 6° nel mondo.

Nonostante l’emergenza crescente, e come risposta alla crisi energetica legata all’occupazione dell’Ucraina, il governo italiano, anzichè accelerare sulla via della transizione energetica, sta varando misure che condanneranno prevedibilmente il Paese a prolungare la sua dipendenza dalle fonti fossili.

Oltre 120 sono le realtà sociali promotrici della campagna, dall’Associazione per la giustizia ambientale e per la difesa dei diritti umani A Sud a soggetti collettivi quali Fridays for Future Italia, Isde Italia, Società Metereologica Italiana, Associazione Terra!, FAIR, Per il clima, fuori dal fossile!, Link coordinamento universitario, Rete della conoscenza, Coordinamento Nazionale No Triv e molti altri.