“Sono le storie che fanno ancora paura ai mafiosi” di Franco Bruno, è il titolo dello spettacolo che sarà portato in scena dalla compagnia Teatroltre di Sciacca (Agrigento) alla Rassegna “A Mimì”. L’appuntamento è per sabato 9 aprile- ore 21, al Cine Teatro Domenico Bellocchio di Ferrandina.

Il testo si basa sulla storia vera di Lia Pipitone, giovane donna palermitana, fatta uccidere dal padre il 23 settembre 1983, perché i comportamenti della figlia stavano mettendo a disagio lui e la cosca mafiosa a cui apparteneva. Lo spettacolo fa parlare il padre, Antonino Pipitone, (ritenuto dalle indagini mandante dell’assassinio della figlia Lia e poi vergognosamente prosciolto), fa sentire la sua visione dei fatti, trascolorata dai filtri della mentalità mafiosa che gli è propria. Il personaggio entra in scena con una valigia, semplice metafora di un bagaglio quale appendice irrinunciabile del suo essere, che via via riempirà con gli abiti che indossa all’inizio della pièce.

L’atto della svestizione del personaggio è una semplice e didascalica metafora del mostrare, a chi ascolta, la sincerità di ciò che esprime, nella convinzione che sia corretto. Non una trovata registica, ma efficace si è rivelata l’azione, che sottolinea al pubblico l’intento veritiero del personaggio di mostrarsi per svelarsi. La struttura del monologo vuole essere semplice e fare leva sulla nuda e scarna essenzialità della narrazione, da cui possa emergere la crudezza di una mentalità che non può perdonare a chi si vuole allontanare da essa o voglia esprimere un’idea diversa che possa entrare in conflitto. Lo spettacolo non vuole né assolvere, né condannare il personaggio e le sue tesi. Né tanto meno si vuole esprimere condivisione con le idee espresse.