Il reading proposto dalla divulgatrice e attivista culturale Paola Bisconti, dal titolo “Un viaggio chiamato amore” rimanda al celebre carteggio tra Sibilla Aleramo e Dino Campana e attinge con sapienza dall’immenso patrimonio di storie e sentimenti che hanno unito, in modo più o meno tormentato, celeberrime figure della letteratura di tutto il mondo. Un piccolo teatro in legno da cui Paola Bisconti fa emergere storie emozionanti, delicatamente traboccanti di amori, poesia, scrittura e soprattutto sentimenti. Il prossimo incontro il 9 dicembre a Cavallino: l’abbiamo intervistata per avere qualche informazione in più.

Paola, come è nato questo tuo interesse per le storie che racconti? Come le selezioni?  

Quando ci si appassiona a un libro, inevitabilmente si avverte l’esigenza di sapere qualcosa in più in merito all’autrice o all’autore. Qualsiasi pubblicazione è frutto di un percorso personale che forgia persino lo stile letterario e il lettore è consapevole che ogni pagina riconduce a qualcosa vissuto da parte di colei o colui che l’ha scritta. E cosa se non l’amore può incidere profondamente nell’animo umano tanto da influenzare perfino l’ispirazione ai propri lavori? Pensiamo a Ernest Hemingway che grazie al profondo sentimento nutrito nei confronti di Adriana Ivancich, anche lei scrittrice, non avrebbe mai dato alle stampe “Il vecchio e il mare” che gli valse il premio Pulitzer nel 1953 e il Nobel nell’anno successivo. Come lui molti altri scrissero lavori indimenticabili grazie alle donne che amarono follemente. Il lavoro, tuttavia, non nasce con l’intento di narrare l’amore nella maniera romantica o retorica piuttosto è il tentativo di raccontarne le contraddizioni e le complessità che in ogni coppia si presentano. È interessante non il sentimento umano che, come un prisma, si palesa nelle molteplici sfaccettature nelle quali la gran parte di noi può ritrovarsi ma è un percorso nel quale ci si può immedesimare in quelle che sono le fragilità di menti eccelse, artisti, veri e propri geni. Dettaglio non meno importante, anzi direi centrale per offrire un’ulteriore interpretazione al percorso narrativo, è constatare come frequentemente ad emergere in una coppia sia l’uomo a discapito del talento della propria donna spesso “ridotta” ad essere banalmente una musa ispiratrice. Donne che, per amore, hanno taciuto lungo l’arco di una vita intera come Mileva Maric, moglie di Albert Einstein, alla quale non venne mai riconosciuto il merito di aver contribuito alle scoperte scientifiche nell’ambito della teoria della relatività. Emergono però anche delle figure femminili di straordinaria tenacia e caparbietà che per amore di se stesse non si sono lasciate annichilire da un sentimento che avrebbe potuto relegarle nell’ombra del proprio uomo più favorevolmente accolto in una società palesemente maschilista… pensiamo a Gerda Taro che insieme a Robert Capa raccontò la Guerra Civile Spagnola. Sul fronte, Gerda non era solo la compagna di Robert ma era anzitutto una talentuosa e coraggiosa fotoreporter. Toccanti sono poi le storie di coloro che hanno sposato gli stessi ideali e hanno combattuto strenuamente per difenderli come i poeti russi Osip Mandelstam e Nadeszda Jakovlevna, entrambi perseguitati dal regime sovietico a causa dei versi declamati contro la dittatura. Si tratta di componimenti imparati a memoria prima che questi venissero distrutti, nelle notti di fuga della compagna di Osip dopo che lo scrittore venne deportato in un gulag. Liriche svelate solo dopo molti anni quando Nadesza ormai anziana, decise che era giunto il momento di lasciare traccia scritta di un’esistenza vissuta all’insegna dell’amore per la vita e la libertà. “Un viaggio chiamato amore” vuole essere principalmente un’immersione nel potere della parola, nella forza smisurata della scrittura, nel desiderio di affidare all’arte letteraria la vastità dei propri sentimenti che attraverso i libri e soprattutto grazie ai lettori possono rimanere eternamente in vita.

In cosa consistono i tuoi reading?  

Ogni appuntamento di questo progetto itinerante che dalla scorsa primavera mi sta vedendo attraversare il Salento, prevede una lettura di almeno cinque storie selezionate fra le cento “censite” nella mia appassionata e instancabile ricerca. Con me ho un kamishibai, un piccolo teatro in legno, oggetto di origini orientali utilizzato dai cantastorie per ammaliare grandi e piccini con coinvolgenti narrazioni. La scelta di portare con me un oggetto artigianale è dovuta al desiderio di mantenere in vita un progetto ideato diversi anni fa e noto con il nome di “Vagabondaggio letterario” durante il quale percorrevo le strade di paesi e città per incontrare perfetti sconosciuti disposti ad ascoltare nuove letture e lasciare che il libro diventasse uno strumento di socializzazione. Il teatrino mi consente di far vedere al pubblico i volti delle coppie in questione, nella cornice in legno scorrono le foto in bianco e nero dei protagonisti di questa avventura che con mio grande stupore e gioia sta coinvolgendo un pubblico sempre più vario. Da qui anche la scelta di proporre il reading in contesti che non siano tradizionalmente devoti alla cultura come le librerie, i musei, le scuole o le biblioteche ma anche luoghi insoliti come parchi, piazze, botteghe artigianali, saloni di bellezza o attività ristorative dove l’amore per il cibo ben si sposa con il nutrimento dell’anima.

Quali saranno le prossime occasioni in cui sarà possibile ascoltarti?  

Il calendario è in costante aggiornamento. L’appuntamento imminente è previsto per venerdì 9 dicembre nel mio paese, Cavallino. Sarò accolta negli spazi innovativi del birrificio B94 dove design, eleganza e sapiente maestria caratterizzano una realtà preziosa per il territorio. Il 20 dicembre sarò a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, per poi accogliere il nuovo anno a Monteroni di Lecce (3 gennaio); sarò poi a Lequile (9 gennaio 2023); Novoli; Melendugno (14 febbraio); San Cesario; Vitigliano (frazione di Santa Cesarea Terme) e nei prossimi mesi ritornerò a Tricase dove i partecipanti al gruppo di lettura della Biblioteca Comunale sono curiosi di conoscere nuove storie. È un viaggio nel viaggio questa avventura, è un percorso che mi vede lì dove sono in cammino da sempre… sulle strade dei libri.

Paola Bisconti e il suo teatro di legno