Sarebbero circa 300mila i fondi stanziati nell’ultima manovra finanziaria regionale (2022-2024) per sette comuni lucani in cui si sono verificati frane e smottamenti.

La notizia ha destato preoccupazione, e anche un po’ di rabbia, tra le 25 famiglie di Pomarico (Matera) che a seguito di una frana verificatasi a fine gennaio 2019 sono rimaste senza casa. C’è, tra questi 25 nuclei familiari, chi l’ha perduta completamente perché inghiottita dalla frana e chi, invece, dopo i lavori di messa in sicurezza e ripristino, potrà rientrare nella propria abitazione. “Trecento mila euro per sette comuni sono una mancetta-tuona un cittadino di Pomarico- che ci contatta dopo aver appreso la notizia.

Il cittadino, che si fa portavoce delle 25 famiglie pomaricane sfollate, spiega che da luglio 2021 non ricevono più il contributo per pagare l’affitto delle case in cui vivono adesso. Lo hanno ricevuto per 24 mesi, e cioè per la durata dello Stato di emergenza, cessato il quale per sei mesi, e fino a luglio 2021, il contributo è stato pagato dalla Regione. “Da da 10 mesi stiamo anticipando noi le somme- ci spiega. Ci avevano promesso che i lavori sarebbero stati celeri, e invece, a parte la demolizione dei fabbricati irrecuperabili e la raccolta macerie, sembra non si sia mosso nulla”.

“Chi ha avuto la casa demolita dovrebbe avere un rimborso per acquistarne una nuova. Chi invece potrà rientrare dopo la messa in sicurezza e i relativi lavori non sa quando potrà farlo. Ci hanno detto che ci vorrà un altro anno ma sappiamo che tra procedure burocratiche e lavori, tra cui il consolidamento dell’area interessata da un grave dissesto idrogeologico, non sarà così. Ecco perché ci sembra poco questo stanziamento di 300 mila euro da dividere con altri sei comuni- conclude l’uomo che si associa all’onda di polemiche dei giorni scorsi per i fondi stanziati in favore del Comune di Potenza “per salvarlo dal dissesto. A noi, invece, nessuno viene a salvarci dal dissesto idrogeologico che ci ha stravolto la vita. A questo punti con gli altri sfollati ci stiamo organizzando per manifestare pubblicamente la nostra preoccupazione”.

Preoccupazione più che giustificata, dunque, anche se bisogna considerare che probabilmente i trecento mila euro sono soltanto una prima posta in bilancio considerato che con il consolidamento di dicembre potrebbero essere stanziati ulteriori somme.