“In questa campagna elettorale il tema del Mezzogiorno è assente dai programmi di alcune forze politiche, impegnate esclusivamente a saccheggiarlo attraverso l’autonomia differenziata basata sulla spesa storica, ovvero la ragione primaria del divario tra Nord e Sud. In buona sostanza significa continuare a togliere risorse al Mezzogiorno a favore del Nord. Meccanismo che porterebbe ad un ulteriore indebolimento della struttura dello Stato al Sud nelle sue funzioni fondamentali: infrastrutture, trasporti, sanità, welfare, istruzione, asili nido”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Le ragioni sulle quali alcune forze politiche stanno basando la propria campagna elettorale, fondata su questi programmi, rappresentano una minaccia – prosegue Summa – un attacco ai cittadini del Sud. Autonomia differenziata, flat tax e revisione del Pnrr vanno tutti nella direzione opposta a quelli che sono i principi di inclusione sociale e di democrazia. Mettono in discussione il rafforzamento e gli investimenti al Mezzogiorno e le risorse che l’Europa ha destinato al nostro Paese per superare l’atavico grande divario con il Nord.

Chi parla di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza – dichiara il segretario – sta mettendo in discussione gli 80 miliardi assegnati al Sud. Sono le stesse forze politiche che vorrebbero abolire il reddito di cittadinanza per continuare a sfruttare i lavoratori con l’assioma che non si trovano persone disponibili a lavorare. Al contrario, il reddito di cittadinanza non è solo una misura di contrasto alla povertà, ma svolge anche una funzione indiretta contro forme di sfruttamento ormai intollerabili. Pensiamo ai lavoratori utilizzati negli stabilimenti balneari, argomento caro a qualche forza politica, in cui si lavora 14 ore al giorno per 600 euro al mese”.

Per Summa “superare i contratti atipici, la legge sulla rappresentanza e il salario minimo sono l’unica strada per ridare dignità alle persone. La democrazia si nutre di confronto, di separazione dei poteri e del rispetto dei principi costituzionale. Quando parliamo di Italia democratica è perché la nostra Costituzione difende diritti come libertà personale, il diritto di associarsi, di manifestare il proprio pensiero.

In questo momento così difficile per la vita del nostro Paese, per milioni di lavoratori che vivono sulla propria pelle il dramma della crisi con il rischio di perdere il loro lavoro e i tanti pensionati costretti a vivere una condizione difficile con pensioni al minimo, insufficienti a soddisfare finanche i bisogni primari, serve evitare una deriva antidemocratica. Ci sono giovani che non hanno un lavoro a cui bisogna dare risposte concrete restituendo loro le opportunità negate. Partendo dal lavoro, offrendo certezze in un contesto nel quale siano cancellate tutte le forme di lavoro atipico e precario. Garantire loro stabilità – chiosa il leader della Cgil lucana – significa tirarli fuori dalla condizione di sfruttamento che vivono oggi, con contratti da fame e stage gratuiti, restituendo la dignità che meritano. Questa deve essere la priorità. Una condizione, la peggiore di sempre, figlia di scelte legislative che hanno svilito il lavoro, e non della crisi che ne ha acuito solo le difficoltà già esistenti. Si prenda l’esempio dalla Spagna che, grazie ad una riforma chiara e netta, ha restituito centralità al lavoro superando tutte le forme di occupazione precaria. Questo è l’unico modo per occuparsi dei giovani, ma serve un piano straordinario occupazionale nelle funzioni pubbliche, ormai desertificate in tutti i settori della pubblica amministrazione.

L’appello che voglio fare – conclude Summa – è rivolto ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani e alle donne. L’esercizio del voto è la forma più alta di democrazia che abbiamo. Non badiamo agli slogan, ma facciamo una attenta riflessione sulle proposte programmatiche delle forze politiche. La scelta è tra chi propone la flat tax, l’eliminazione del reddito di cittadinanza, che significa favorire chi è già in una situazione agiata e aumentare diseguaglianze e precarietà; e chi difende i lavoratori, i loro diritti e i principi della democrazia”.