“La fotografia scattata dalla Banca d’Italia sull’economia lucana non sorprende. Da mesi denunciamo lo stallo del governo regionale che a tutt’oggi è più preso dalla spartizione delle poltrone che dagli interessi dei lucani. Molto probabilmente dovremmo infatti aspettare il risultato del ballottaggio al Comune di Potenza per avere finalmente la nuova giunta regionale. Come denunciato da tempo dalla Cgil preoccupa il calo sull’automotive e sulle estrazioni petrolifere, ma anche sul turismo non c’è quella ripresa auspicata, specie nella città di Matera. Lo afferma il segretario generale della Cgil Basilicata Fernando Mega commentando il rapporto sull’economia lucana della Banca d’Italia.

In assenza di politiche industriali alternative, -aggiunge Mega-che tengano conto anche dei cambiamenti climatici e della transizione ecologica, senza investimenti nella formazione delle nuove maestranza e nell’innovazione si prevede un futuro tutt’altro che roseo per la Basilicata, dove incombe lo spopolamento.  L’allarme lanciato dalla Banca d’Italia non fa altro che confermare le nostre continue denunce: nei prossimi anni, la partecipazione al mercato del lavoro potrebbe risentire fortemente del calo molto accentuato della popolazione e dell’innalzamento dell’età media. Altro aspetto altamente negativo riguarda la spesa delle risorse del Pnrr. La Banca d’Italia ci dice che i soggetti attuatori pubblici per interventi in Basilicata sono quasi il doppio della media nazionale a livello pro capite.

Le amministrazioni-prosegue il segretario della Cgil lucana- hanno bandito gare nel periodo 2020-23 per un importo pari al 60 per cento delle risorse da sottoporre a gara ma tra queste poco meno dei due terzi risulta aggiudicata, oltre al fatto che la progressiva riduzione del personale, specie nella sanità, potrebbe ostacolare il potenziamento dell’assistenza territoriale previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Ciò va ad offuscare ulteriormente il già poco limpido quadro della sanità lucana, su cui incombe lo spettro del commissariamento. Ciò nonostante, il governo Bardi continua a rimandare la formazione della giunta, come se i problemi della Basilicata potessero aspettare”.