In Basilicata per un albergo (potenza 90 kwh, consumo annuo 260mila Kw/h) la bolletta energetica del 2022 si chiuderà tra i 118mila e i 207mila; per un ristorante (potenza 30 kwh, consumo anno 35mila Kw/h) tra 17mila e 28,5 mila; per un bar (potenza 20 Kw/h, consumo 20mila kwh) da 14 mila a 17 mila; per un negozio alimentare (potenza 35 kw/h, consumo 75mila kw/h) da 34,5 mila a 61 mila; per un negozio non alimentare (potenza 10 Kw/h, consumo 18mila Kw(h) da 8,5 mila a 15 mila. Sono dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia.

La spesa annuale “elettrica” è cresciuta inesorabilmente da inizio anno ad oggi: per un albergo tipo l’incremento è del +157%, per un ristorante fino a +138%, mentre per un negozio alimentare la spesa +153%, per un bar il conto annuale elettrico aumenta del 134%, mentre per i negozi non alimentari il rincaro può arrivare addirittura a +188%. Nel confronto con l’anno scorso, emergono valori altrettanto significativi per le categorie considerate, che hanno visto lievitare i costi per l’elettricità con incrementi fino ad oltre il 200%. Un albergatore pagherà circa 114.000 euro in più di elettricità rispetto all’anno scorso, mentre per un negozio alimentare il differenziale rispetto ai dati di ottobre 2021 è di circa +33.000 euro. Di fronte a questi dati – evidenzia Confcommercio – è evidente che escludere dalla sterilizzazione degli oneri generali di sistema (che, giova rammentare, pesano per quasi il 25% sulla bolletta elettrica) le utenze con potenza disponibile superiore ai 16,5 kw – come ad oggi previsto nel disegno di legge di bilancio per il 2023 – significa sacrificare gran parte del settore economico e produttivo del nostro Paese, sottoponendo a rischio chiusura centinaia di migliaia di imprese.

Anche per le offerte di gas naturale, rispetto alla rilevazione di luglio, si registra una fortissima impennata del prezzo, con valori che addirittura arrivano a toccare il +104%. Inoltre, rispetto alle precedenti rilevazioni dell’Osservatorio Confcommercio Energia – dove si evidenziava una maggiore convenienza delle offerte del mercato libero rispetto alle tariffe del tutelato – emerge, a ottobre, l’opposto: con una tariffa regolata per l’ultimo trimestre 2022 di 0,66 euro/kWh, il tutelato ha valori più bassi del mercato libero dove i prezzi sono abbondantemente superiori a 0,75 euro/kWh. Dati che preoccupano molto in vista del previsto superamento del fine tutela per le microimprese (rinviato dall’Arera dal 1° gennaio al 1° aprile 2023) e che rendono quindi necessario un ulteriore intervento di proroga, almeno a tutto il 2023.

Dunque l’impatto del caro energia, nonostante gli interventi del Governo, è ancora pesantissimo. Un dato su tutti: si passa da una spesa di 13 miliardi del 2021 ai 40 miliardi di quest’anno. Per affrontare questa emergenza occorre azzerare gli oneri di sistema per tutte le imprese, prorogare per il 2023 il mercato tutelato delle microimprese e intervenire subito contro il caro carburante per autotrasporto”: così il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli sui dati dell’Osservatorio trimestrale della Confederazione sui costi dell’energia per le imprese del terziario.