Domenica 22 maggio scorso, un’altra manifestazione popolare a Melfi per gridare “no alla cava di Monte Crugname”. Una bella giornata di democrazia partecipata per la difesa dell’Ambiente, della Natura, della Storia, dell’integrità del territorio, a rischio di sfruttamento distruttivo.

Tantissimi cittadini di Melfi e dell’area del Vulture, intere famiglie, associazioni ambientaliste, sportive, culturali, religiose, il mondo della Chiesa con il Vescovo della Diocesi di Melfi – Rapolla – Venosa, i rappresentanti di maggioranza ed opposizione del Consiglio comunale di Melfi con il Sindaco, amministratori di Monteverde e dell’Alta Irpinia, associazioni professionali agricole con i loro trattori, rappresentanti dell’Università e della Scienza, hanno espresso a viva voce la loro protesta contro l’autorizzazione rilasciata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale di Basilicata per cava di Monte Crugname.

“In cammino per l’ambiente” sulle orme di San Gugliemo è stato l’invito della Diocesi, col patrocinio dei comuni di Melfi, Rionero e Venosa, accolto dai numerosissimi partecipanti che, partendo dalla Chiesa dell’Incoronata di Melfi, passando per la collina di Monte Crugname attraverso il Tratturello di San Guglielmo da Vercelli e giungendo, dopo un percorso di 8 chilometri, al Ponte Romano “Pietra dell’Oglio”, ai piedi di Monteverde, lungo il fiume Ofanto.

Come sezione di Melfi del Club Alpino Italiano, -spiega il presidente Michelangelo Moscaritolo- abbiamo avuto l’onore di guidare i partecipanti lungo il percorso, nel portare il nostro saluto alle autorità e ai cittadini, insieme alle altre associazioni, abbiamo sollecitato le forze politiche e l’amministrazione comunale di Melfi ad unirsi, superando polemiche e divisioni, per raggiungere risultati concreti per salvaguardare l’ambiente, Monte Crugname e la Storia che attraversa l’area.

Gli obiettivi sono: la revoca da parte della Regione Basilicata dell’autorizzazione della cava di Monte Crugname; l’accelerazione della Soprintendenza sull’iter per l’apposizione del vincolo archeologico all’area in questione e qualora non bastasse, di impugnare presso il Tar l’autorizzazione delle cava; la decisione del Comune di Melfi di impugnare presso il TAR l’autorizzazione della cava, anche ai sensi del nuovo art.9 (modificato) della Costituzione: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e dell’art 41 (L’iniziativa economica privata e’ libera. Non puo’ svolgersi in contrasto con l’utilita’ sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla liberta’, alla dignita’ umana) della Costituzione Italiana; l’unità d’azione delle forze politiche e sociali della comunità del Vulture e della Basilicata per evitare lo sfruttamento e lo sfregio di un ambiente che va salvaguardato dal punto di vista naturale, economico e storico – turistico.

Il Cai-aggiunge il presidente Moscaritolo- è certo che si possono raggiungere risultati positivi se, alle parole espresse alla conclusione della manifestazione di ieri, seguiranno atti istituzionali concreti e condivisi. Il non decidere e non agire, sarebbe veramente incomprensibile ed ingiustificato rispetto alla nostra comunità.