Di seguito pubblichiamo la lettera aperta del Comitato “Uniti per la vita dei conducenti”

“A fronte della mancanza di buon senso da parte di agenti addetti ai controlli ed in particolare della Polizia Locale, che continuano a sanzionare comportamenti dettati semplicemente dalla sopravvivenza, ci rivolgiamo dunque al Ministero dell’Interni, ai comandi di polizia stradale e polizia locale ed a tutti i sindaci affinché venga considerata la peculiarità dei conducenti di veicoli aziendali. Ogni giorno centinaia di migliaia di autisti, si trovano a fare i conti con questa ondata di caldo che sembra interminabile. La normativa 157 al comma 7 bis del codice della strada multa severamente tutti coloro che, se sorpresi con motore acceso, per far funzionare il climatizzatore , si ritrovano a pagare pesantissime sanzioni. Riteniamo che le leggi siano fatte per essere rispettate, che proteggere il pianeta sia giusto, ma che lo sia anche salvare delle vite.
Senza un climatizzatore autonomo da parcheggio, peraltro totalmente inefficace al sole e soprattutto non obbligatorio, gli autisti si ritrovano, a trascorrere molte ore sotto il sole cocente con cabine che arrivano a ben oltre 50 gradi di temperatura interna rischiando la vita. E’ inutile ribadire che di fronte a situazioni eccezionali, come il caldo di questi giorni, servano soluzioni e regolamenti eccezionali per far fronte all’emergenza.
Vorremmo ricordare che a fronte dei divieti di circolazione ed a causa della carenza di parcheggi gli autisti si ritrovano loro malgrado a trascorrere le ore più calde della giornata all’interno dei loro abitacoli e senza nessuna infrastruttura adeguata che possa consentirgli un riposo adeguato al fine di poter riprendere il viaggio alla fine del divieto di circolazione.
Ed è per questo che come comitato “Uniti per la vita dei conducenti”, ma soprattutto nella veste di autisti professionisti siamo a chiedere di derogare con una circolare speciale durante i giorni più caldi dell’anno a quella parte dell’articolo 157 CDS (nello specifico il comma 7 bis), che se può andar bene per chi usa un veicolo a scopo ricreativo e sporadico, non può più andar bene per gli autisti dei mezzi pesanti che, loro malgrado si ritrovano per ore sotto il sole accusando malori e talvolta, come ci confermano gli ultimi avvenimenti di cronaca, perdendo la vita e venendo ritrovati solo molte ore dopo il decesso.
Vorremmo ricordare inoltre che secondo gli articoli 17 e 28 comma 1 del D.lgs 81/08 il datore di lavoro è obbligato a valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza, tra cui la calura eccessiva. Tuttavia sappiamo benissimo che per gli organi accertatori diventa difficile localizzare un mezzo errante nel giusto momento, cosa che invece sembra alquanto semplice da parte di alcuni comuni pronti a far cassa sulla vita di un essere umano che sta li a trainare uno dei più importanti comparti strategici per l’economia italiana. Come si può permettere, in nome dell’ecologia, la circolazione di yacht, motoscafi, auto super potenti, mezzi super inquinanti e poi lasciar morire gli autisti dentro una cabin di lamiera ,per colpa di chi non ha mai
investito in infrastrutture e non ha mai avuto una visione lungimirante del trasporto.
Tra pochi giorni il nostro comitato sarà costituito a norma di legge ,tuttavia ci siamo chiesti ,”quanti colleghi periranno in questi giorni senza un intervento immediato. Ci sembra che quanto finora delucidato sia sufficiente per fare comprendere la tragica situazione delle condizioni in cui versa la nostra categoria ma considerando la crisi di governo attualmente in corso non ci resta che sperare nel buon senso di chi saprà cogliere con empatia questa nostra ennesima Richiesta di aiuto e che ci aiuti a farla pervenire nelle nelle mani di chi, con visione lungimirante capisca che in un momento in cui la carenza di autisti diventa drammatica, far morire quelli esistenti causerà una voragine tale nel cambio generazionale, da far arrestare l’economia del paese.  Comitato “Uniti per la vita dei conducenti”