Prosegue la nostra inchiesta sui “flop” della cultura in Basilicata. Oggi parliamo del grande attrattore Arena Sinni e del famoso “Sbarco dei greci”. Ambizioso allestimento da 2500 posti dedicato all’intrattenimento dal vivo, l’Arena Sinni di Senise, spazio scenico di 4mila mq, che comprende anche un bacino d’acqua di 3.200 mq, costruito a ridosso dell’invaso di Montecotugno. Lo scenario ideale per uno spettacolo che “attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie come laser, water screen e ledwall, unito alla grandiosità delle scene che riproducono rovine, flotte e colossi fa di “La Magna Grecia, il mito delle origini” un appuntamento unico per suggestione. Era il tempo, giugno 2016, del grande lancio dello spettacolo multimediale che avrebbe poi costituito, nelle intenzioni degli ideatori, un’attrazione unica nel suo genere.

Insomma, dovevano sbarcare i Greci e in effetti sono sbarcati, due sole volte, nel 2016 e nel 2017. Poi tutto finisce, anzi no. Nel 2018 l’Arena è servita ad ospitare qualche altro spettacolo, tipo Nino Frassica e l’orchestra Los Plagger, oppure Rosario Maggio in concerto. Lo sbarco è naufragato con tutto il resto.

L’Arena

attrattore Arena Sinni

LA GRANDE IDEA

La storia del grande attrattore di Senise comincia nel 2010 quando l’allora presidente della Regione, Vito De Filippo, sottoscrive una convenzione con il direttore generale dell’Apt, Gianpiero Perri, e i sindaci dei Comuni di Senise, Terranova del Pollino, Viggianello e San Costantino Albanese, per la realizzazione di grandi attrattori a Senise e nel Pollino. Si tratta di quattro interventi particolarmente innovativi e originali con lo scopo di suscitare curiosità e interesse e incrementare il turismo e lo sviluppo economico nell’area: l’arrivo dei Greci in Occidente sulla scena dell’invaso di Montecotugno, uno scivolo di montagna a Viggianello, un percorso tra gli alberi a Terranova del Pollino, uno skyflyer a San Costantino Albanese.

“Gli attrattori – leggiamo nel comunicato ufficiale diffuso il 12 ottobre 2010 – rientrano nel “Progetto Integrato Sistema Locale di Offerta Turistica Pollino Lucano”, previsti nell’ambito del Programma Speciale Senisese. Il progetto è stato redatto dall’Apt e approvato dal Comitato di coordinamento e monitoraggio per un importo complessivo di 10 milioni di euro a valere sui fondi regionali (…) Per il Senisese attrattore sarà il racconto dell’arrivo dei Greci e dell’epopea della Magna Grecia che avrà come sfondo la grande diga di Montecotugno. Un evento con tecnologie avanzate, soprattutto sull’acqua, in grado di produrre immagini, suoni e colori sullo sbarco dei greci sul nostro territorio e il diffondersi della cultura greca sulla via dei fiumi”.

La prima pietra viene posata, con una cerimonia in pompa magna, il 16 gennaio del 2014, quando parte la promozione del cine-spettacolo la cui prima edizione sarebbe andata in scena nell’estate del 2015, ma rinviata per intoppi tecnici al 2016.  Finalmente nel 2016 va in scena la prima del grande spettacolo sul racconto dei Greci in occidente. (Qui lo spot video).  Una produzione di Solares Fondazione delle Arti con spettacoli fino al 3 settembre. La seconda edizione va in scena nell’estate del 2017. La Solares è capofila dell’Ati che si è aggiudicata l’appalto per la gestione dell’Arena e la produzione del cine spettacolo.

IL “MAGNA GRECIA” CHIUDE I BATTENTI  

Nel 2018 il Comune di Senise rescinde il contratto con la Solares per una serie di inadempimenti della la società emiliana. In sostanza, il Comune contesta: “carenze negli interventi di manutenzione ordinaria delle strutture e delle finiture in legno; carenze nella manutenzione del verde e delle aree parcheggio comprese quelle di pertinenza della struttura; l’infrastruttura nella stagione 2017 non risulta essere stata aperta per il tempo stabilito dal contratto e che nemmeno risulta essere stato trasmesso ufficialmente al Comune di Senise alcun rendiconto economico- gestionale dell’infrastruttura. Inoltre, entro il 28 febbraio non è stato presentato alcun calendario della stagione 2018. Per i primi tre anni dal collaudo dell’infrastruttura, il calendario deve essere presentato e concordato entro febbraio di ogni anno con una durata non inferiore ai quattro mesi e con almeno 25 spettacoli rappresentati.” (Radio Senise Centrale, 24 maggio 2018). Insomma le chiavi della struttura sono nelle mani del Comune di Senise che quell’anno organizza con alcuni partner spettacoli e concerti che nulla hanno a che fare con la missione originaria dell’Arena Sinni. Nel 2019 finisce tutto, poi il Covid. Oggi nulla più.

Una scena dello spettacolo

attrattore Arena Sinni

 I COSTI, LE ASPETTATIVE E LA SPERANZA

L’Arena Sinni è costata circa 5 milioni di euro ricavati dalle risorse finanziarie messe a disposizione dal governo centrale per effetto dell’accordo sull’acqua sottoscritto dalle Regioni Basilicata e Puglia nel quadro del ‘programma speciale’ del Senisese che è stato finanziato con le royalties dell’acqua”.  Nelle dichiarazioni ufficiali dell’epoca leggiamo che le aspettative erano di circa 30-50mila spettatori a stagione. Nella prima edizione si sarebbero registrate circa 12mila presenze, mentre nella seconda sarebbero state 8mila.

“Oggi i cancelli sono chiusi. L’Arena Sinni resta lì, accanto al fiume che le dà il nome e che si perde nello specchio d’acqua di Montecotugno quando il bacino si riempie. Sotto le gradinate, nei magazzini, ci sono ancora i costumi di scena, le attrezzature e il «parco macchine di alta tecnologia» che avrebbero dovuto accompagnare gli spettacoli. E che lo hanno fatto, ma solo per due estati. Inoltre, nel marzo del 2018, il potente flusso d’acqua del Sarmento che cominciò ad arrivare grazie alla messa in funzione (dopo oltre 30 anni) dell’adduttore, erose la parte laterale dell’area adibita ai parcheggi, portando alla chiusura di un ingresso.” (La Gazzetta del Mezzogiorno, 17 aprile 2022)

Sappiamo che lo stesso Gianpiero Perri, tra i principali promotori dell’attrattore, insieme con il sindaco di Senise e la Regione, stanno lavorando per immaginare un rilancio dell’Arena e darle un futuro. Ci vorranno altri soldi, pubblici. Denaro per i progettisti, nuovi appalti, risorse per la sistemazione di tutto quanto nel frattempo è andato in malora. Siamo nelle mani della provvidenza.

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