“In riferimento alla notizia pubblicata oggi sulle pagine del vostro portale web, secondo la quale sarebbe “chiusa nuovamente la terapia intensiva neonatale” dell’Azienda ospedaliera regionale ‘San Carlo’ di Potenza, si comunica che la stessa è assolutamente infondata. Mai, dall’insediamento dell’attuale direzione strategica, detto reparto è stato chiuso per mancanza di specialisti, che pur in numero insufficiente vanno ringraziati per l’impegno quotidianamente profuso in un servizio essenziale per la collettività.

La UTIN dell’ospedale San Carlo, unica in Regione e dimensionata sulla base di standards nazionali di posti letto per abitante, soddisfa le istanze di tutto il territorio regionale e, quindi, accoglie i neonati necessitanti di assistenza ospedaliera da tutti i Punti Nascita della Basilicata. Non essendo evidentemente possibile una programmazione dei ricoveri, come per qualsiasi terapia intensiva, l’UTIN rientra in una rete interregionale di reparti intensivi neonatali finalizzata a garantire un reciproco ausilio nei momenti di posti letto indisponibili per eccezionale e concentrato afflusso di piccoli pazienti.” (Firmato, Ufficio Stampa Aor San Sarlo)

Abbiamo il dovere di precisare che con l’articolo citato abbiamo posto soltanto domande, alle quali attendevamo  una risposta, non abbiamo dato alcuna notizia. La risposta è arrivata, anche se parzialmente poiché restano in piedi altre domande contenute nello stesso articolo. Siamo felici che il reparto e il servizio siano in pieno funzionamento e senza alcun problema. Prendiamo atto del fatto che nonostante la Terapia intensiva sia aperta e funzioni alcune mamme ci dicono che sono state trasferite al Miulli di Acquaviva delle fonti. Evidentemente si tratta della famosa rete interregionale di cui Lei parla. Ma che bisogno c’è di ricorrere alla rete interregionale se il reparto è aperto e funziona? Magari siamo in presenza di un “eccezionale e concentrato afflusso di piccoli pazienti”: lo conferma con dati alla mano? Ad ogni modo sarebbe opportuno informare anche gli operatori interni sul buon funzionamento della Terapia intensiva.

La Redazione