L’iniziativa è stata denominata “Il bus del mare”, in realtà esiste da qualche anno, ma proprio oggi è stata riproposta per l’estate in corso, a partire 11 luglio al 31 agosto, dalla multinazionale del petrolio (Total) che da decenni prova a estrarre greggio dalle viscere della valle del Sauro, e che dopo numerose inchieste giudiziarie e diversi cambi di compagine societaria, dal dicembre 2021, finalmente estrae e immette sul mercato l’oro nero lucano.

“Nessun pagamento, basta solo aderire” Nel lancio di quest’anno, la Compagnia tiene a precisare che non c’è bisogno di “nessun pagamento ma per aderire è necessario prenotare telefonicamente entro le 13 del giorno precedente” la corsa del bus pagato da Total. Venerdì, sabato, domenica, lunedì e martedì i giorni previsti per il ‘bus del mare’. I Comuni da cui si approda al mare, sono quelli strettamente rientranti nella concessione petrolifera, quindi Guardia Perticara, Corleto Perticara e Gorgoglione. “L’utenza – fanno sapere da Total – ogni anno è sempre più numerosa, composta principalmente da giovani, donne, anziani e bambini oltre alle tante altre persone che tornano in Basilicata nel periodo estivo”.

Filantropia colore oro nero Ovviamente non stiamo parlando delle cosiddette compensazioni, o royalties, corrisposte da chi sfrutta il territorio per un interesse privato, all’area ‘sfruttata’. In questo caso l’iniziativa rientra tra le tante altre che i petrolieri mettono in campo per dimostrare ‘vicinanza’ ad un territorio evidentemente bucato sin dentro le profondità. In questo caso parliamo dell’area di Tempa Rossa, dove nei decenni si è assistito al totale ‘abbandono’ non solo del territorio per emigrazione forzata, ma anche delle aree agricole, col tempo espropriate, svendute o vendute ad “un pugno di lenticchie”, come ci ricorda l’inchiesta dell’allora pm Henry John Woodcock, qualche lustro fa. Ma ci sarebbe anche la maretta nazionale provocata dall’indagine sulla ex sindaca di Corleto, Rosaria Vicino (“prendete quelli che segnali io a lavorare”, intimava agli addetti della multinazionale, nelle intercettazioni del 2015. Per carità, Total si mostra vicina ai cittadini, offre il suo prodotto, i suoi servizi e anche un po’ di mare, in cambio dello sfruttamento del sottosuolo. Un sapore agrodolce che conosce bene chi abita quell’area della Basilicata a cavallo tra le provincie di Potenza e Matera. Un’area piena di costoni rocciosi, di falde e di sconfinate aree pianeggianti sul greto del Sauro. Il sapore agrodolce delle estrazioni Total è ben noto agli ‘autoctoni’, ormai un pugno di cittadini costretti da decenni alla miseria e a convivere con un colosso troppo più grande.

Non c’è Davide, c’è solo Golia Viene in mente un racconto biblico: il pastorello Davide che sconfigge con la fionda il temibile Golia, re dei filistei. Viene in mente, ma è una similitudine errata. Non trova spazio nella realtà. Golia è talmente forte e ricco che può fare ciò che vuole di Davide. Nel caso specifico Golia accompagna il pastorello che voleva ribellarsi, direttamente sulle sponde dello Jonio. Lo porta a Scanzano, a gli offre il mare gratis, sperando che siano tanti i Golia disponibili, per poter gioire dell’ammirevole iniziativa benefica. Si tratta di filantropia. Pura filantropia. Ma ecco che qualcosa non torna. É bello, troppo bello per essere ‘realistico’. A ciascuno la propria, personale, lettura. Dopo il mare il torneo di calcetto. E poi tanto altro nella Valle del Sauro. É troppo buono Golia. Nel frattempo il pastorello, vista la situazione e i rischi, nel continuare a pascolare pecore e mucche sul greto del fiume, ha preso altre strade. Ha abbandonato gli allevamenti che non sono più pregiati e non rendono più come un tempo. Ora, ma già da un pezzo per la verità, rende solo l’oro nero!