Gli accordi tra Eni e Regione Basilicata che riguardano il rinnovo delle concessioni petrolifere in Val d’Agri fino al 2029, prevederebbero a quanto si apprende, sgravi sulle bollette del gas dei lucani. Sarà proposta apposita legge regionale nel mese di ottobre, si apprende dal Governatore Bardi. La notizia, in una fase estremamente complessa per la situazione energetica internazionale, è stata salutata con toni più o meno trionfalistici dalle istituzioni, dai partiti, solo qualche voce di dissenso da parte dei sindacati che non si sono sentiti coinvolti nelle trattative.

Il vero punto resta un altro. Gli accordi con Eni procedono dal ’98 ad oggi, quando il presidente era Dinardo. Siamo passati per Bubbico, De Filippo, Pittella e oggi Bardi. Con le Compagnie hanno trattato centrodestra e centrosinistra, in Basilicata. Ma finora la popolazione ha avuto un ruolo assolutamente marginale in ciò che di volta in volta si andava a decretare. La salute e l’ambiente sono stati da sempre un aspetto assolutamente residuale nelle trattative, il business al primo posto. Ne è scaturita la mancanza di misure concrete per ridurre gli impatti delle estrazioni petrolifere. Sui monitoraggi ambientali stendiamo un velo a meno di non voler credere che con dati autoprodotti Eni possa rassicurare qualcuno. L’impatto sulle acque è un altro vulnus visto che manca a tutt’oggi un piano regionale delle acque degno di tal nome. Ed eccoci al punto cruciale: la salute.

I disastri ambientali. Negli scorsi anni ci sono state inchieste della Procura di Potenza per disastro ambientale e smaltimento illecito dei rifiuti, con una ‘centrale’ del danno ipotizzata che è proprio il Centro Oli di Viggiano e i modi con cui gli scarti di lavorazione del greggio sarebbero stati smaltiti. Oltre all’ambiente, la salute, dicevamo. C’era un piano (Vis, Valutazione di impatto sanitario) con cui dal 2013 si sarebbero dovuti esaminare gli impatti dell’estrazione petrolifera nell’area adiacente alle perforazioni di Eni in Val d’Agri. Quel piano, che era anche la grande promessa fatta dall’allora Governatore De Filippo è finito in cassetti ignoti a tutti. Ecco, ritorniamo sulla salute. Gli sconti sulle bollette dei nuovi accordi tra Regione ed Eni rientrano in ciò che si definisce ‘compensazione’ del possibile danno cagionato dalla macchina petrolifera.

Ma può solo un eventuale sconto sulle bollette bastare senza un accurato studio degli impatti sulla salute da qui ai decenni a venire su chi, magari anche per sciagura, ha deciso di continuare a vivere in val d’Agri e in Basilicata? Ecco, è questo il vero tasto dolente. La salute del cittadino, le incidenze tumorali e le altre malattie annesse alle estrazioni, devono rimanere fuori dalla trattative. Basta l’eventuale sconto sulle bollette. Tutti contenti, tutti a salutare il lieto evento. Come se fossimo un popolo di miserabili, col cappello in mano in attesa di un pugno di lenticchie. Di una card idrocarburi o 20 euro decurtati in bolletta. Senza pensare a tutto il resto. Agli altri danni, maggiori, sulla nostra salute, sul nostro futuro. Danni che non conoscono, né conosceranno compensazione, né ristoro. Un po’ di decenza? Forse abbiam perso anche quella.