VASTO. Violenza fra le mura domestiche con imputato il primo denunciato alla procura di Vasto con la nuova legge sul cosiddetto Codice rosso: il giudice del tribunale di Vasto, Stefania Izzi, ha condannato a due anni e mezzo di reclusione G.R., 52 anni, di Vasto. L’uomo aveva trasformato la vita della ex moglie in un incubo. La quotidianità per la vittima era diventata un inferno fino a quando lei, due anni fa, non ha avuto il coraggio di denunciare. Informata la Procura, il pm dell’epoca, Vincenzo Pecoraro, decise di applicare immediatamente il cosiddetto “Codice rosso”. Le indagini durarono solo 5 mesi e anche la sentenza del tribunale è arrivata in tempi celeri.
Mercoledì pomeriggio in aula è stato ricostruito il calvario della vittima. Una storia fatta di lacrime e sofferenze a seguito delle quali il 21 gennaio 2020 veniva applicata la misura dell’allontanamento. Nonostante questo, l’uomo aveva continuato a ossessionare la ex moglie con messaggi telefonici e pedinamenti prontamente documentati e registrati dalla vittima. A fine febbraio venne disposta per G.R. la misura cautelare in carcere. L’istruttoria dibattimentale è stata lunga ma precisa. Dalle indagini, gli investigatori hanno scoperto oltre 1.000 messaggi inviati dall’imputato alla ex in poche settimane, ma anche aggressioni fisiche (in privato e in luogo pubblico), minacce con un coltello e gps nascosti dentro la macchina. Più volte, con un duplicato delle chiavi, G.R. aveva preso e nascosto l’auto della ex. Altre volte aveva raggiunto la donna sul posto di lavoro per vedere se effettivamente lavorasse. Non contento aveva cercato di intimidire tutti le amiche e le persone vicine alle vittima. Un incubo fisico e psicologico. Tanti i dispetti, i danni subiti e le aggressioni fisiche e mentali.
La pubblica accusa, rappresentata in aula dal pm Francesca Barbieri, non ha avuto dubbi nel chiedere la condanna del cinquantaduenne. Richiesta accolta dal giudice Izzi. «La sentenza», ha commentato soddisfatto il difensore della donna, l’avvocato Francesco Bitritto, «mette un primo punto a questa triste vicenda. Oltre alla condanna alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione i giudici hanno confermato il divieto di dimora per G.R. in provincia di Chieti. L’uomo dovrà stare lontano dalla ex».
Ascoltata la sentenza, la vittima ha pianto, ma questa volta sono state lacrime di gioia. «L’emblematica vicenda», afferma l’avvocato Bitritto, «deve ridare coraggio a tante donne che spesso non denunciano ritenendo troppo lunghi i tempi della giustizia. Grazie al “Codice rosso” e alla grande attenzione della Procura di Vasto per questo genere di reati molte donne potranno tornare a vivere serenamente», conclude il legale.
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