AVEZZANO . Non solo il recupero di una struttura che è patrimonio storico culturale, ma anche la riqualificazione di un intero quartiere. Sono questi i benefici previsti dalla ristrutturazione del Villino Cimarosa da parte della Fondazione Carispaq. Il contratto di compravendita con il Comune verrà firmato la prossima settimana, la progettazione e l’inizio dei lavori ci saranno entro l’anno. La struttura sarà destinata a diventare un centro culturale polifunzionale a servizio della città e del suo comprensorio. Il Comune e la Fondazione Carispaq hanno presentato ieri mattina l’intervento di riqualificazione e di restauro dello storico Villino acquisito dalla Fondazione a seguito della procedura pubblica di alienazione del bene, recentemente conclusasi. Erano presenti all’incontro il presidente della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, i consiglieri Nazzareno Mascitti e Giovanni Seritti. Per il Comune hanno partecipato il vicesindaco Domenico Di Berardino e l’assessore Maria Teresa Colizza. L’immobile, soggetto a vincolo di tutela dal Ministero della Cultura, è di indubbio interesse storico-culturale, rappresentando uno dei pochi manufatti rimasti a memoria del campo di concentramento dei prigionieri Austro-Ungarici realizzato negli anni della Prima Guerra mondiale. La fondazione ha acquisito l’immobile per destinarlo, una volta restaurato, a centro culturale per metterlo a disposizione di eventi sociali e culturali. L’intervento mira anche a riqualificare l’area circostante, con un beneficio per l’intero quartiere. «Con questo intervento», ha spiegato Taglieri, «la fondazione rafforza la presenza e l’attenzione dell’Istituzione per il territorio della Marsica e, in particolare, per Avezzano. L’iniziativa segue molti altri interventi già realizzati ad Avezzano». Trattandosi di un bene vincolato, il restauro avverrà sotto l’alta vigilanza della Soprintendenza e si ispirerà ai principi della tutela e del recupero con l’obiettivo di mantenerne la memoria storica e destinarlo esclusivamente a fini culturali e sociali. «Dopo più di mezzo secolo il Villino Cimarosa, attualmente in stato di abbandono e degrado, tornerà a rivivere nella sua città», ha affermato Domenico Di Berardino, sindaco facente funzione, «con questa operazione abbiamo scongiurato la perdita di un pezzo della nostra storia. Abbiamo scelto una soluzione che si è dimostrata giusta. Ora, la fondazione avvierà la ristrutturazione per destinarlo a spazio multiculturale aperto alle migliori energie di Avezzano. Il Villino Cimarosa di Avezzano, edificio di altissimo pregio storico e architettonico», ha aggiunto, «da oggi sarà l’attore protagonista di un percorso di restauro in chiave conservativa, a costo zero per le casse comunali, evitando che il bene, ormai usurato dal tempo, diventi un rudere senza futuro». «Rimetteremo in piedi un luogo identitario della storia di Avezzano», ha chiosato l’assessore Maria Teresa Colizza, «ed è giusto ricordare il ruolo della Fondazione Carispaq a favore dello sviluppo socio-economico del nostro territorio e della nostra città. Se abbiamo a disposizione una struttura moderna e funzionale nell’ex Scuola Montessori è merito proprio della fondazione».
A criticare l’iniziativa, definendola imbarazzante, è il consigliere di minoranza Goffredo Taddei (Fi), secondo cui si tratta di «un’operazione illogica e inspiegabile, quella messa in essere dall’attuale maggioranza dal momento che la medesima Fondazione, con una nota ufficiale fatta pervenire al Comune di Avezzano, si era impegnata a ristrutturare il Villino però lasciandone la proprietà alla città, consentendole così di mantenere nel proprio patrimonio una delle sue pochissime memorie storiche».
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