SAN SALVO . A distanza di dieci mesi dalla retata denominata operazione “Blue marine”, fatta a San Salvo sul traffico di droga nel Vastese, Rodolphe Pinto, uno dei presunti capi, ha ottenuto la libertà su richiesta del difensore, l’avvocato Giuseppe La Rana. Rimasto fino a ieri a Capracotta, nel vicino Molise, in regime di arresti domiciliari, ora potrà tornare a casa a San Salvo da uomo libero. Unico obbligo la firma quotidiana in caserma. L’uomo ora attende con serenità di poter tornare a lavorare. La remissione in libertà è stata concessa perché dopo tre perquisizioni domiciliari, contro di lui non è stato trovato nulla. La difesa ha insistito su questo particolare per demolire il castello di accuse che sono comunque pesanti. «Diverse contestazioni sono infondate e lo dimostreremo», ha ripetuto ieri il difensore. Rodolphe Pinto è ritenuto una figura importante della presunta banda arrestata il 24 gennaio scorso su disposizione del giudice Marco Billi a seguito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. A coordinare l’inchiesta sono stati il procuratore Michele Renzo e il sostituto Stefano Gallo. (p.c.)