PESCARA. È già in cantiere una seconda iniziativa di protesta contro il Comune, dopo il corteo del 26 marzo che ha attraversato viale Marconi e che ha messo insieme vari gruppi, da residenti e commercianti di questa strada agli operatori della movida, passando per i cittadini che contestano il progetto della filovia sulla strada parco. Per la nuova manifestazione, un sit-in che dovrebbe svolgersi il 20 aprile sotto al Comune (da autorizzare), il fronte si allarga ulteriormente, annuncia Fabiana Tenerelli, del comitato Salviamo viale Marconi che boccia il progetto di trasformazione di questa strada, diventata a 4 corsie.
«Alla nostra presa di posizione», dice la commerciante, «si sono uniti Pescara viva, di piazza Muzii, gli operatori di corso Manthoné, e Pescara al centro. Tutti insieme vogliamo far presente all’amministrazione comunale che il commercio è stato penalizzato, con le scelte adottate. E per fare in modo che Pescara vada avanti si deve ricominciare da capo e trovare un nuovo modo per gestire l’economia e il commercio della città. Insomma questa gestione dell’economia non funziona: noi viviamo la quotidianità di esercenti e vediamo sulla nostra pelle che questo modo di gestire una città porta solo povertà». Lo dimostra «il calo di fatturato del 50%, quasi per tutti, con la nuova viabilità di viale Marconi. E le poche attività rimaste in centro stanno avendo ripercussioni dopo l’attivazione dei nuovi parcheggi a pagamento». Nonostante la «vocazione commerciale di Pescara, il settore è stato massacrato da questa giunta», prosegue Tenerelli che non ritiene di poter trovare un’intesa con il Comune «visto che i vari incontri si sono rivelati delle perdite di tempo. Ora speriamo che ci facciano manifestare sotto al Comune». Dal comitato Pescara al centro, rappresentato da Emma Porrini, arriva un «grido di disperazione» e l’accusa al Comune di «inadeguatezza, senza escludere nessuna forza politica, a gestire un momento di così grande difficoltà commerciale. Ci domandiamo», dice, «perché l’incapacità di amministrare denaro pubblico debba ricadere su tutti», con i parcheggi a pagamento. «Anche i cittadini stanno subendo il peso degli aumenti: le famiglie dove dovrebbero attingere per far fronte ai rincari? E questa amministrazione cosa fa? Immagina come soluzione un turismo che non esiste e poi taglia le somme per sostenerlo. Reclamiamo la mancanza di idee ma senza quelle e senza soldi si finisce per distruggere la città. Tutto questo non è più tollerabile da un’amministrazione che dice di amare Pescara».
«Ci chiediamo quale sia la politica resiliente: dopo due anni di pandemia e una guerra che fa lievitare le spese, ci troviamo con un costo del suolo pubblico raddoppiato e i parcheggi in centro a pagamento», riflette Pierluigi Pasetti dalla zona della movida. «Ci rispondono che il futuro è on line, ma il presente qual è? Noi siamo per il dialogo, anche con quella parte dei residenti contrari alla movida che però non hanno proposte, per la convivenza con i locali. Oggi piazza Muzii è il salotto buono della città» ma se un giorno si spegnesse tutto, quella tornerebbe ad essere «una piazza di spaccio».