PESCARA. Sono 186 gli autisti dei bus della Tua che hanno firmato una petizione per denunciare il rischio incidenti lungo viale Marconi. La raccolta firme arriva dopo la lettera-appello di un conducente che, nei giorni scorsi, ha invitato i vertici dell’azienda di trasporto pubblico e dell’amministrazione Masci «a venire con me su un autobus in servizio e percorrere viale Marconi»: un sopralluogo, «dall’interno di un mezzo di 18 metri di lunghezza», per rendersi conto di una situazione definita «pericolosissima e grottesca» a causa delle rotatorie ancora bloccate con le transenne e dei semafori spenti. Ma il sopralluogo sulla maxi strada a 4 corsie non ci sarà visto che sia la dirigenza della Tua che il sindaco Carlo Masci si sono schierati per il no. Ma adesso gli autisti fanno fronte comune e, per chiedere una svolta a distanza di oltre 800 giorni dall’avvio dei lavori, hanno rilanciato l’appello al presidente Tua Gabriele De Angelis, al direttore generale Maximilian Di Pasquale, al responsabile area metropolitana Raffaele Piscitelli e al comandante dei vigili urbani Danilo Palestini con 186 firme su 8 fogli: «Sottoscrizione per richiedere all’azienda, al Comune e ai vigili urbani», così dice la raccolta firme, «la messa in sicurezza delle rotatorie di viale Marconi, della relativa segnaletica stradale dedicata al trasporto pubblico a oggi del tutto incomprensibile e per avere spiegazioni sulla condotta da tenere durante la guida».
Proprio quest’ultimo punto è al centro delle rivendicazione dei conducenti e dei sindacati che, da due settimane, hanno proclamato lo stato di agitazione alla Tua: con le rotatorie bloccate e i semafori ancora spenti, dallo stadio Adriatico verso il centro della città, i bus sono obbligati ad abbandonare la corsia preferenziale e a invadere l’altra parte della carreggiata con il rischio di incidenti con i mezzi privati. Gli autisti hanno paura che, in caso di incidente, la responsabilità ricada su di loro. «Procedendo in direzione sud-nord», spiega la lettera del conducente, «ci troviamo per 5 volte la corsia preferenziale sbarrata in corrispondenza di ciascuna rotatoria, vorrei sapere quale manovra effettuare senza violare il Codice della strada e, soprattutto, senza mettere a rischio gli altri utenti della strada». La lettera dell’autista prosegue: «Sarei curioso di sapere dal comandante a cosa andrei incontro se, mentre invado la corsia riservata agli altri veicoli oltrepassando una doppia striscia continua (quello che oggi siamo costretti a fare in corrispondenza delle 5 rotatorie), un mezzo che sopraggiunge mi venisse a sbattere».
Il caso viale Marconi è stato al centro anche di due riunioni della commissione comunale di Garanzia ma senza esito: prosegue il rimpallo tra Comune e Tua sui sensori per l’accensione dei semafori intelligenti. Fino a quando le rotatorie resteranno bloccate nessuno può dirlo con certezza: potrebbero rimanere interdette almeno fino al pronunciamento del Consiglio di Stato, chiamato a decidere sul ricorso straordinario al presidente della Repubblica presentato da cento tra residenti e commercianti di viale Marconi: la sentenza sul futuro della strada a 4 corsie potrebbe arrivare fra tre o quattro mesi.